Meloni in Senato in vista del Consiglio UE: “Hamas dimostra chi è nemico palestinesi. Pressioni su Putin per pace”. E sugli asset russi congelati…

Le comunicazioni del premier Giorgia Meloni in Senato alla vigilia del Consiglio europeo che si terrà il 23 e 24 ottobre. Gaza, Ucraina, clima, migranti e stabilità economica dell'Italia i temi caldi

Il Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre si terrà ancora una volta in un frangente internazionale estremamente complesso. L’Italia si presenta a questo appuntamento al compimento del terzo anno di questo governo, forte di una stabilità politica rara nella sua storia repubblicana, di un ritrovato protagonismo internazionale che le viene riconosciuto da tutti e di indicatori economici e finanziari solidi che la rendono apprezzata dagli analisti e attrattiva per gli investitori“. È quanto dichiarato dal premier Giorgia Meloni nel corso del suo intervento in Senato per le sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre.

Riconoscimento FMI e Italia in Serie A

Il riconoscimento del Fondo Monetario Internazionale e l’ultima valutazione sul rating dell’Italia da parte dell’Agenzia Dbrs riportano finalmente l’Italia dove merita di stare, cioè in serie A, e dimostrano la correttezza della strategia di sviluppo e delle politiche di bilancio messe in campo da questo Governo, confermate anche con la legge di bilancio parata la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri. Tutto questo – ha sottolineato Meloni – consente all’Italia di presentarsi con autorevolezza al tavolo del Consiglio europeo per contribuire con le sue posizioni a scelte che necessitano di pragmatismo, di visione e di ambizione“.

“Hamas va disarmato, non deve avere ruolo”

Per un futuro di pace in Medio oriente “Hamas deve accettare di non avere alcun ruolo nella governance transitoria e nel futuro Stato palestinese, e deve essere disarmato, per impedire che continui a rappresentare una minaccia per la stabilità regionale. Abbiamo avuto, anche in questi giorni, prova della ferocia di questa organizzazione anche nei confronti degli stessi palestinesi, in una pericolosa serie di esecuzioni sommarie che consideriamo inaccettabili.

Sono queste le precondizioni necessarie anche per il riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato di Palestina, come anche da indicazione di questo Parlamento. Il Governo è pronto ad agire di conseguenza quando queste condizioni si saranno materializzate“.

“Piano Trump indiscutibile successo”

Il recente accordo sul piano in venti punti presentato dal Presidente Donald Trump e firmato a Sharm el-Sheikh sulla crisi medio orientale ha rappresentato uno sviluppo estremamente positivo e concreto ed è frutto di un lungo e complesso lavoro diplomatico al quale l’Italia ha contribuito con costanza e pragmatismo.

Siamo molto grati a tutti i mediatori per gli sforzi diplomatici che hanno reso possibile questo importante passo in avanti, mi riferisco ai governi di Egitto, Qatar e Turchia, ma mi riferisco soprattutto al Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha dedicato energie straordinarie per raggiungere quello che è un suo indiscutibile successo“, ha evidenziato Meloni.

“Pace a Gaza equilibrio fragile”

Dopo molto tempo ci troviamo di fronte a una prospettiva credibile verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente“, ha detto il premier Giorgia Meloni.L’entrata in vigore del cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi, la ripresa degli aiuti umanitari, sono i punti imprescindibili da cui ripartire, ma chiaramente costituiscono soltanto i primi passi di un percorso che sarà lungo e faticoso. Le vicende delle ultime ore dimostrano quanto l’equilibrio sia fragile e sottoposto a rischi quotidiani, e la comunità internazionale è chiamata a disinnescare quei rischi, con determinazione e con pazienza“.

“Hamas dimostra chi è vero nemico palestinesi”

La violazione del cessate il fuoco da parte di Hamas dimostra ancora una volta chi sia il principale nemico dei palestinesi, ma la conseguente rappresaglia israeliana concretizzatasi in nuove vittime civili e nell’interruzione del transito degli aiuti umanitari rappresenta un’altra scelta che non condividiamo“.

“Da Italia sforzo unico tra nazioni occidentali, sono orgogliosa”

L’Italia esorta tutte le parti a cogliere l’opportunità fornita da questo spiraglio di pace rispettando i termini del Piano. E, ovviamente, è pronta a fare la sua parte da protagonista. Nell’immediato è centrale la ripresa degli aiuti umanitari a favore della popolazione di Gaza, con un rinnovato ruolo centrale delle Nazioni Unite. In questo ambito, l’Italia continua a svolgere un lavoro intenso, che la pone al primo posto tra le Nazioni occidentali, ed è ovviamente pronta a incrementare i suoi sforzi“, aggiunge Meloni.

Vale la pena di ricordare il lavoro che la nostra Nazione ha portato avanti in questi mesi, perché da troppe parti, soprattutto per interesse, si finge di non vederlo o addirittura si tenta di negarlo. Nell’ambito dell’operazione umanitaria Food for Gaza abbiamo inviato nella Striscia oltre 2 mila tonnellate di farina e oltre 200 tonnellate di altri aiuti“.

Così come siamo in prima fila nelle evacuazioni sanitarie da Gaza, con un totale di 196 persone, tra bambini che avevano bisogno di essere curati nei nostri ospedali e relativi accompagnatori. Siamo stati i primi a creare dei ‘corridoi universitari’, che hanno sinora consentito di accogliere in Italia 39 studenti universitari beneficiari di borse di studio. Perché non c’è modo più efficace per aiutare la nascita dello Stato di Palestina se non sostenendo la formazione della sua futura classe dirigente“.

“Pronti a contribuire con carabinieri in Medioriente”

In Medioriente “siamo pronti a fornire tutto il sostegno necessario all’Autorità Nazionale Palestinese, anche sul piano della formazione dei quadri dirigenti, affinché essa possa presto assumere piene responsabilità di governo all’interno di confini riconosciuti. Siamo pronti a contribuire con i nostri Carabinieri, già da anni presenti a Gerico, per la formazione della polizia palestinese, e nella missione UE per Rafah, il cui numero siamo pronti ad aumentare. Lo ribadirò di persona al presidente Abbas, con cui mi sono data appuntamento a Roma per i primi di novembre. LItalia è allo stesso tempo pronta a contribuire attivamente al ‘giorno dopo’ anche partecipando, qualora le fosse richiesto, ai lavori del ‘Board of Peace’, l’organo di governo provvisorio per la Striscia“.

“Posizione Italia su guerra in Ucraina non cambia”

Sull’Ucraina, la nostra posizione non cambia, e non può cambiare, davanti alle vittime civili, alle immagini delle città, delle case, delle stazioni elettriche e di stoccaggio del gas sistematicamente bombardate dai russi, con il solo e preciso intento di rendere impossibile la vita alla popolazione civile, che resiste eroicamente da quasi quattro anni a un conflitto su larga scala“.

L’ho ripetuto a Volodymyr Zelensky a margine del Consiglio europeo informale di Copenaghen, e ancora al telefono qualche giorno fa: il nostro sostegno al popolo ucraino resta fermo, determinato, nell’unico intento di arrivare alla pace“, ha rimarcato Meloni.

“Pace in Ucraina sia giusta e non frutto sopraffazione”

La pace in Ucraina “deve essere giusta, e non frutto della sopraffazione. Il che implica una soluzione equa, frutto di un percorso negoziale credibile, nel quale, chiaramente, nessuna decisione sull’Ucraina può essere presa senza l’Ucraina e nessuna decisione sulla sicurezza europea può essere presa senza l’Europa“, ha detto in Aula al Senato il premier Giorgia Meloni.

Assicurare la difesa dell’Ucraina è interesse dell’intera Europa perché, se venisse consentita l’invasione di una Nazione europea, dal giorno dopo nessuno potrebbe sentirsi veramente al sicuro da aggressioni esterne“, ha proseguito la presidente del Consiglio.

“USA siano parte integrante sforzi per garanzie sicurezza”

Sull’Ucraina “contiamo di proseguire il lavoro che stiamo conducendo, insieme agli Stati Uniti – che, come ho sempre detto, devono essere parte integrante di questi sforzi – per definire garanzie di sicurezza robuste, credibili, efficaci nella loro chiaramente capacità di deterrenza, per Kiev e per tutti noi. Deterrenza – ha spiegato Meloni – che si basa innanzi tutto sulla forza dell’esercito ucraino, che ad oggi è uno degli eserciti principali del Continente“.

“Italia non invierà soldati in Ucraina”

Sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, “lasciatemi nuovamente e nettamente ribadire la posizione del Governo: ciascuna Nazione contribuirà a questi sforzi nella misura in cui potrà e riterrà necessario. L’Italia ha già chiarito che non prevede l’invio di propri soldati in territorio ucraino“.

“Da Russia tattiche dilatorie e condizioni impossibili”

Quest’estate, dopo l’incontro in Alaska tra il Presidente Trump e il Presidente Putin abbiamo accarezzato l’idea che fossimo finalmente all’inizio di un percorso negoziale. Purtroppo, poche settimane dopo, la Russia ha nuovamente gettato la maschera, portando avanti tattiche dilatorie, ponendo condizioni impossibili per una seria iniziativa di pace“.

“Droni russi contro aiuti Onu non indignano, mistero”

Il “cinismo” del Cremlino “non si è fermato nemmeno di fronte ai convogli umanitari delle Nazioni Unite che trasportavano beni di prima necessità. Anche questi, la settimana scorsa, sono stati bersagliati senza alcun ritegno dai droni russi. Anche se la cosa, per ragioni a me oscure, non ha destato lo stesso moto di indignazione che abbiamo visto per altri scenari“.

“Incrementare pressioni su Mosca con 19° pacchetto sanzioni UE”

Per arrivare al tavolo delle trattative” serve “anche incrementare la pressione su Mosca, come stiamo facendo con il 19° pacchetto di sanzioni europee, che stiamo approvando e che contribuirà a ridurre ancora di più le risorse che Mosca può destinare allo sforzo bellico. Perché giova ripetere un concetto importante: le sanzioni economiche non sono contro il popolo russo, ma contro il regime che trasforma la ricchezza della Russia in armi e distruzione. Ogni risorsa che la Russia accumula oggi non serve a costruire scuole, ospedali o a generare lavoro, ma serve a finanziare la guerra, e la distruzione di scuole, ospedali o lavoro in Ucraina“.

“Su beni russi congelati necessario rispettare diritto internazionale”

È noto “che stiamo discutendo con i partner Ue e G7 di ulteriori possibili misure relative ai beni congelati russi, rispetto alle quali tuttavia riteniamo – e non siamo i soli – che sia necessario rispettare il diritto internazionale e il principio di legalità; tutelare la stabilità finanziaria e monetaria delle nostre economie e dell’area euro; garantire la sostenibilità di ogni passo che dovesse essere intrapreso“.

“Pronti a essere co-organizzatori vertice Cairo”

Abbiamo dato la “nostra piena disponibilità a essere co-organizzatori della Conferenza sulla ricostruzione della Striscia di Gaza, che si terrà al Cairo dopo il cessate il fuoco. Un momento – sottolinea Meloni – che sarà cruciale per coordinare gli sforzi della comunità internazionale finalizzati a una nuova stagione di sviluppo per la Striscia. Manteniamo alta l’attenzione sulla Cisgiordania, dove una politica dei ‘fatti compiuti’ e la violenza dei coloni rischiano di compromettere le prospettive della statualità palestinese. Abbiamo condannato i piani di espansione degli insediamenti israeliani e riteniamo inaccettabili le dichiarazioni violente di alcuni esponenti delle istituzioni israeliane. Ed è la ragione per la quale siamo pronti a sostenere misure restrittive individuali europee nei loro confronti“.

“Spero che tutte forze in parlamento diano sostegno per pace in Medio Oriente”

In Medio Oriente “dal punto di vista della sicurezza, infine, siamo pronti a partecipare a una eventuale Forza internazionale di stabilizzazione e a continuare a sostenere l’Autorità nazionale palestinese nell’addestramento delle sue forze di polizia e nel rafforzamento delle loro capacità operative. Dobbiamo ancora definire i dettagli del nostro contributo, ma ritengo fin d’ora opportuno un passaggio parlamentare su queste materie e avremo quindi modo di approfondire insieme. Sono certa che, trattandosi di contribuire realmente e concretamente alla pace in Medio Oriente, tutte le forze in Parlamento non mancheranno di dare il loro sostegno convinto“, ha aggiunto Meloni.

“Discuteremo road map per difesa”

Insieme agli altri Leader europei, discuteremo la proposta della Presidente della Commissione von der Leyen e dell’Alto Rappresentante, Kaja Kallas, su una Roadmap per la prontezza europea nella difesa, che raccoglie le proposte su come unire le forze degli Stati Membri per colmare alcune lacune nella nostra capacità difensiva. La Commissione, inoltre, proporrà alcuni progetti di interesse europeo, i cosiddetti ‘Flagship projects‘”.

In questo quadro – spiega – l’Italia intende soprattutto ribadire l’importanza di assicurare che questi progetti siano mirati a garantire la sicurezza di tutti i Paesi dell’Unione. È evidente, ad esempio, che tutti i confini dell’Alleanza hanno la stessa rilevanza, e che la prontezza europea nella difesa deve essere sviluppata a 360°. Tutti conosciamo e supportiamo la necessità di proteggere il fianco Est dell’Europa e della Nato ma non possiamo consentire che si perda di vista il fianco meridionale dell’Ue“.

Per Meloni “la sicurezza dei confini esterni dell’Alleanza è indivisibile. Dobbiamo essere pronti anche di fronte alle minacce alla nostra sicurezza portate dai conflitti e dall’instabilità nel Medio Oriente, in Libia, nel Sahel, nel Corno d’Africa. Sappiamo che i nostri competitor sono molto attivi anche in questi quadranti, così come conosciamo molto bene i rischi che possono derivare dal terrorismo e dalla strumentalizzazione delle migrazioni. Il ministro Guido Crosetto, che ringrazio, è stato molto chiaro su questo punto durante l’ultima riunione dei ministri della Difesa della Ue“.

“Su clima porre obiettivi su clima realistici e sostenibili”

Chiediamo di prevedere una robusta clausola di revisione degli obiettivi climatici sanciti dalla Legge Clima europea. Tra cinque anni sarà fondamentale fare il punto su dove siamo, su cosa avrà funzionato e su cosa no a livello Ue e nelle differenti Nazioni europee e, se sarà necessario, adottare le misure correttive conseguenti. Dobbiamo, insomma, porci degli obiettivi realistici, verificabili, compatibili con la sopravvivenza dei nostri settori produttivi e industriali“, ha dichiarato Meloni in merito alla questione clima.

“Non può esistere solo elettrificazione per futuro auto”

Lo ribadiamo: non può esistere solo l’elettrificazione per il futuro dell’auto, e tantomeno per quello del trasporto pesante o dell’industria, a partire da quella dell’acciaio, del vetro e del cemento. Dobbiamo al contrario rimanere aperti a tutte le soluzioni, come anche i biocarburanti sostenibili, che possono contribuire alla decarbonizzazione e che devono essere consentiti anche dopo il 2035“.

“Difesa non distoglie nemmeno un euro dalle altre priorità”

L’Italia ha già cominciato il percorso di rafforzamento della sua difesa, aderendo ai finanziamenti agevolati previsti da SAFE (Security Action for Europe), con l’assegnazione di 14,9 miliardi di euro. Il che ci consente, come abbiamo annunciato e come dimostra la legge di bilancio, di rafforzare la nostra difesa senza distogliere un solo euro dalle altre priorità che il governo si è dato“.

“Nessuna transizione possibile senza risorse adeguate”

Nessuna transizione è davvero possibile senza stanziare le risorse adeguate. Il nuovo Quadro finanziario pluriennale, che abbiamo cominciato a negoziare e sul quale saremo determinati, sarà un fondamentale banco di prova insieme all’avanzamento verso l’Unione dei mercati dei capitali Ue, fondamentale per favorire gli indispensabili investimenti privati necessari a complemento di quelli pubblici“.

“Flessibilità patto stabilità sia permanente”

Chiediamo fin d’ora di aprire un dibattito sulla possibilità di rendere permanente la flessibilità del Patto di stabilità e crescita, con riferimento agli investimenti in questo settore. In parallelo, come abbiamo sostenuto fin dal primo momento, la mobilitazione dei capitali privati è essenziale per sostenere un’accelerazione degli investimenti. Il che implica, a nostro avviso, il completamento dell’Unione dei mercati dei capitali a livello UE e un ruolo più profilato per la Banca europea per gli investimenti“.

“Emendare legge clima, no obiettivi insostenibili e irraggiungibili”

Il Consiglio europeo sarà anche l’occasione per affrontare una questione che io considero determinante per il futuro dell’Unione: ovvero, la proposta di emendamento della Commissione Europea alla Legge europea per il clima, con la quale si intende fissare un nuovo obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni nette del 90% entro il 2040 (rispetto al livello del 1990), quale tappa intermedia verso l’obiettivo già previsto della neutralità climatica, ovvero del 100% di riduzione, nel 2050“.

Voglio premettere che l’Italia sostiene, e continuerà a sostenere, un ambizioso percorso di riduzione delle emissioni, un obiettivo che consideriamo importante non solo per la nostra salute e i nostri territori, per la nostra autonomia strategica. Ma riteniamo che il modo migliore per non raggiungere questo obiettivo sia continuare a rincorrere un approccio ideologico, e pertanto irragionevole, che impone obiettivi insostenibili e irraggiungibili, che producono danni al nostro tessuto economico-industriale, indeboliscono le nazioni europee e rischiano di compromettere definitivamente la credibilità stessa dell’Unione Europea“, aggiunge Meloni.

Noi vogliamo abbandonare – sottolinea – quell’approccio ideologico che ha caratterizzato la stagione del Green Deal, per abbracciare un pragmatismo serio e ben ancorato al principio di neutralità tecnologica. Per questo, lo dico chiaramente, l’Italia non potrà sostenere la proposta della Commissione di revisione della Legge Clima europea così come formulata ad ora, a maggior ragione se non sarà accompagnata da un vero e sostanziale cambio di approccio“.

“Lettera a von der Leyen per accelerare semplificazione”

Sulla semplificazione del quadro regolatorio Ue “insieme al Cancelliere Merz e a circa altri 15 leader europei, ho indirizzato una lettera alla Presidente von der Leyen per accelerare ulteriormente la semplificazione“.

Tre i principi indicati nella missiva: “primo, revisione dell’intero acquis regolamentare cioè dell’insieme delle leggi, dei regolamenti, delle sentenze e delle consuetudini che compongono il diritto dell’Unione per individuare tutto ciò che è obsoleto e non funzionale; secondo, cancellazione tramite i pacchetti Omnibus della regolamentazione non necessaria; terzo, contenimento all’essenziale delle nuove proposte legislative, limitandosi alle sole materie delegate dove maggiore è il valore aggiunto di un intervento europeo“, ha proseguito il premier.

In altre parole – ha sottolineato ancora Meloni – piena e semplice applicazione dei principi di attribuzione, di sussidiarietà, di proporzionalità che sono sanciti dai Trattati“.

“Commissione corregga scelte azzardate Green Deal”

Chiediamo “un intervento coraggioso alla Commissione per correggere un ampio numero di scelte azzardate compiute in passato con il Green Deal, che oggi stanno mostrando tutti i loro limiti. Diversamente, voglio essere chiara, ancora una volta, l’Italia non è pronta a sostenere nuove iniziative autodistruttive e controproducenti per inseguire gli interessi di bizzarre maggioranze parlamentari in Europa“, ha precisato la presidente del Consiglio.

“Bene apertura von der Leyen su biocarburanti”

Sul tema energia, “dobbiamo rimanere aperti a tutte le soluzioni, come anche i biocarburanti sostenibili, che possono contribuire alla decarbonizzazione e che devono essere consentiti anche dopo il 2035“.

Finalmente, anche grazie alla nostra insistenza su questo punto e alla nostra capacità di portare su queste posizioni altri importanti partner europei, registriamo una prima apertura da parte della Presidente von der Leyen che, nella lettera sulla competitività inviata ai leader lunedì scorso, in previsione del Consiglio, fa esplicito riferimento a questa possibilità“, ha ricordato Meloni.

“Prezzi calmierati per giovani coppie”

Il governo sta lavorando, e ringrazio per questo il Vicepresidente Matteo Salvini, ad un importante piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie, per aiutarle a compiere quel primo passo fondamentale anche per la costruzione di una famiglia. La questione della casa è per noi un tema fondamentale, che tocca direttamente la questione dell’equità sociale, intersecando molti settori“.

Per questo – ricorda – abbiamo accolto con favore nella revisione di medio termine della politica di coesione proposta dal Vicepresidente Fitto, che la casa sia una delle cinque nuove priorità finanziabili. La Commissione presenterà il Piano d’azione per l’edilizia abitativa accessibile, previsto entro metà dicembre 2025, la cui proposta attendiamo con molto interesse“.

Sarà essenziale che il Consiglio europeo fornisca orientamenti e indichi come offrire un valore aggiunto tangibile, ovviamente nel rispetto delle prerogative degli Stati membri ancora una volta e delle competenze nazionali“, conclude sul tema casa.

“Migranti? In Ue definizione più ampia dei paesi sicuri, risultati stanno arrivando”

Procedono in Consiglio i negoziati sulle proposte normative che consideriamo molto importanti avanzate dalla Commissione, su impulso italiano, prime fra tutte l’adozione di una lista europea di Paesi di origine sicuri, come previsto dal nuovo Patto Migrazione e Asilo, e la revisione del quadro giuridico europeo in tema di rimpatri, per rendere le procedure più rapide ed efficaci“.

La proposta della Commissione contiene elementi positivi, che rispondono alle istanze italiane in materia, tra cui la definizione più ampia di Paese terzo di rimpatrio, che può includere un Paese terzo sicuro e un Paese con cui è in vigore un accordo. In questo modo, verrebbe introdotto a livello Ue il presupposto giuridico per l’istituzione di centri di rimpatrio destinati alla permanenza in Paesi terzi, di migranti irregolari in attesa del loro rimpatrio definitivo“, sottolinea. “Insomma, continua l’azione decisa dell’Italia nel contrasto all’immigrazione illegale di massa. I risultati stanno arrivando e una volta che avremo finalmente creato un quadro di norme europee efficaci, siamo certi che quei risultati saranno ancora migliori“, conclude.

“Piano Mattei è ormai modello non solo in Ue”

L’approccio italiano, ispirato a fermezza contro l’immigrazione irregolare e i trafficanti di essere umani, cooperazione con i Paesi di origine e transito, governo della migrazione legale, politiche più efficaci di rimpatrio, è ormai divenuto maggioritario in Europa. L’Italia ha saputo proporre idee e soluzioni innovative che vengono guardate con sempre maggiore interesse“.

Lo dimostra in primis, il focus sulla dimensione esterna. La logica del Piano Mattei per l’Africa è ormai un modello, non solo per l’Unione Europea – che con la Strategia Global Gateway si muove sempre più su binari paralleli ai nostri – ma anche per le singole Nazioni europee, che sempre di più ci chiedono di condividere la nostra esperienza e di poter collaborare con noi“.

“Maggioranza italiani riconosce nostro lavoro”

La maggioranza degli italiani, sempre più maggioranza, riconosce il lavoro serio, la buonafede e i risultati. E finché quella maggioranza sarà dalla nostra parte, noi andremo avanti con la testa alta e lo sguardo fiero, consapevoli della grande Nazione che rappresentiamo, in Italia e all’estero, perché sempre più italiani possano essere fieri di noi e, soprattutto, orgogliosi di essere italiani“.

“Da nuove norme su flussi migratori benefici per tutti italiani, anche chi non d’accordo con noi”

Dal riordino della normativa sui flussi migratori “a beneficiarne saranno soprattutto i quartieri periferici delle nostre città, le fasce più deboli della nostra popolazione, le nostre autorità di pubblica sicurezza che non vedranno più frustrati i loro sforzi, e gli stranieri regolari che scelgono di integrarsi nella nostra società“.

Ma più in generale ne beneficeranno tutti gli italiani, anche quelli che non sono d’accordo con il nostro approccio. Lo avevamo promesso e lo stiamo facendo. E continueremo a farlo, perché la storia recente ci ha dimostrato che non importa quante menzogne si raccontino, né di quali nefandezze ti si accusi, né quanto si tenti di metterti i bastoni tra le ruote“, afferma Meloni.

“Rafforzare pilastro europeo Nato, complementare a quello Nord America”

All’Italia “è chiaro che il processo di rafforzamento della prontezza europea deve avvenire in piena complementarità con la Nato, che rimane l’alleanza deputata a garantire la nostra sicurezza. L’obiettivo rimane quello di rafforzare il pilastro europeo della Nato, complementare a quello nordamericano, mantenendo il vincolo transatlantico come orizzonte imprescindibile per la nostra Nazione e per l’intera Europa“.