L’Italia ha giocato un ruolo importante nel processo di pace a Gaza. E no, non con 4 barchette a vela, non con gli scalmanati che a Milano hanno fatto 200.000 euro di danni. Loro non hanno cambiato proprio nulla. La differenza l’hanno fatta politica e diplomazia: mentre i ProPal urlavano alla guerriglia contro la polizia ribattezzata “merde in divisa” (VIDEO), la destra mondiale raggiungeva un accordo di pace storico.
E per comprendere il ruolo centrale dell’Italia e Giorgia Meloni, c’è un retroscena firmato dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Il titolare della Farnesina, intervistato a “Restart” su Rai 3, ha dichiarato: “lunedì c’è la grande cerimonia di firma ufficiale dell’accordo e credo che sarà invitata anche il nostro presidente del Consiglio, così mi ha detto il ministro degli esteri egiziano“.
La presenza di Giorgia Meloni in Egitto è un momento che rinforza la leadership del presidente del Consiglio in politica nazionale e internazionale. L’Italia, del resto, ha sempre sposato la linea trumpiana che, a conti fatti, si è rivelata l’unica in grado di portare la pace. Un accordo promosso anche dai Paesi Arabi, accettato dai terroristi di Hamas, auspicato dalle nazioni che hanno criticato Israele, che hanno riconosciuto la Palestina e che stanno dalla parte politica opposta a quella di Giorgia Meloni.
A proposito di opposizioni… un accordo verso il quale la sinistra italiana è riuscita a dimostrarsi, quasi quasi, dispiaciuta. La sinistra italiana sulla proposta di Trump era riuscita ad astenersi: a furia di opporsi a qualsiasi cosa, pur di trovare un pretesto per avere un’identità politica (ormai sbiadita), si sono anche opposti alla pace.
