“Dalla parte degli incappucciati che ieri a Roma – mentre l’esercito israeliano trucidava 47 persone a Gaza – hanno scritto sui muri e provato a mettere in pratica la più giusta esortazione di questo momento: guerra no, guerriglia sì!“. È il post social pubblicato da Claudio Risitano, ProPal vicino agli ambienti della sinistra estrema messinese, ben noto alle cronache per blocchi e occupazioni durante il governo Berlusconi, oggi incita alla guerriglia.
Lo dice chiaro e tondo: dalla parte degli incappucciati, per intenderci, chi a Roma si è scontrato con la polizia, ha scritto sui muri le cose peggiori contro il premier Meloni, ha lanciato bombe carte e bottiglie, incendiato auto, accerchiato e minacciato una giornalista. E la giustificazione deriva dal fatto che l’Italia sarebbe complice di Israele.
E c’è di più. Nel corso della manifestazione ProPal a Messina, Risitano ha urlato al microfono contro le “merde in divisa“, i poliziotti, a suo dire servi dello stato e quindi complici di Israele: “la forza pubblica italiana viene ammaestrata ed educata a reprimere, a stroncare e a torturare le rivolte, anche dalla polizia israeliana. E questa è un’altra partnership che spetta a noi spezzare, rendendo le nostre lotte sempre più ingovernabili. Rendendo le nostre lotte sempre più radicali, facendogli capire forte e chiaro a queste merde in divisa che questo è il momento di disertare“.
