Indissolubile è il legame che unisce e associa Vincenzo Bellini al teatro monumentale a lui consacrato dalla città natale. Fu nella notte tra il 2 e il 3 novembre del 1801 che il futuro autore di Norma vide la luce nel Palazzo Gravina Cruillas, nel cuore della Civita catanese, per poi spiccare il volo verso la gloria. Nel 224⁰ anniversario della fausta nascita, il Teatro Massimo Bellini di Catania celebra il genius loci con un sontuoso concerto straordinario ad ingresso libero, fissato appunto il 3 novembre alle ore 20:30 tra le splendide navate del Duomo di Acireale, la Basilica Cattedrale di Maria SS. Annunziata. In programma una partitura appositamente commissionata dall’ente lirico etneo, “Settenario per le anime del purgatorio”, oratorio per doppio coro, orchestra e voce recitante, di cui firma testo e musica Giovanni Ferrauto, compositore siciliano di fama internazionale, nonché direttore apprezzato in Europa e oltreoceano.
L’organico della creazione, eseguita per la prima volta lo scorso anno, si avvale di un cast eccellenza: il direttore Antonino Manuli, la voce recitante del cantautore e attore Mario Incudine, l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo Bellini (quest’ultimo istruito dal maestro Luigi Petrozziello) come coro principale, la Camerata Polifonica Siciliana come coro d’eco.
Come sottolinea Giovanni Cultrera di Montesano: «Celebrare Bellini significa, oggi più che mai, proiettarsi verso l’orizzonte della musica futura. Il costante incremento di nuove partiture commissionate dal nostro Teatro ha suscitato unanime apprezzamento, tanto presso il pubblico quanto tra gli operatori del mondo culturale. Con l’affidamento a Giovanni Ferrauto della composizione del Settenario per le anime del purgatorio, la nostra missione si arricchisce di una nuova dimensione: quella della musica sacra, affrontata attraverso un oratorio che si distingue per l’originalità del soggetto, finora mai esplorato nel repertorio tradizionale. Emblematica, e fortemente simbolica, la scelta del Duomo di Acireale, luogo di culto tra i più solenni del nostro territorio, quale spazio privilegiato per l’ascolto: un’esperienza che aspira a farsi contemplazione interiore, dove il logos che muove l’intelletto incontra il logos che tocca l’anima. In questo dialogo tra tradizione e contemporaneità, tra sacro e umano, si rinnova lo spirito belliniano, cui rendiamo omaggio con profonda consapevolezza e visione”.
E mentre il teatro s’impegna in un’intensa e variegata attività, continua intanto la campagna abbonamenti per le prossime stagioni, lirica e concertistica. Dopo l’appuntamento sinfonico inaugurale programmato per il 31 ottobre e il 2 novembre, già da mercoledì 5 novembre, riaprirà la vendita dei nuovi abbonamenti per il cartellone dei concerti sinfonici e recital. Per il turno A e B il costo dell’abbonamento sarà decurtato del concerto inaugurale. I biglietti singoli dei concerti a seguire saranno in vendita da martedì 2 dicembre per i sinfonici e da mercoledì 10 dicembre per i recital.
Si ricorda inoltre che la scadenza del diritto di prelazione per gli abbonamenti alla Stagione di Opere e Balletti è fissata per sabato 29 novembre. Ma torniamo al concerto belliniano del 3 novembre e alla composizione Settenario per le anime del purgatorio. Il libretto, che mantiene l’idea di coralità universale alla base della composizione, è stato realizzato usando materiali biografici riferibili a San Nicola da Tolentino e alla Divina Commedia.
“L’idea del Settenario viene totalmente reinterpretata – evidenzia Ferrauto – permeandone profondamente gli elementi formali e divenendo nello stesso tempo contenitore, contenuto, struttura e simbolo. Nell’ottica di una reinterpretazione che diventa invenzione, il linguaggio musicale mira ad una lettura in chiave contemporanea di stilemi, formule e strutture di stampo medievale, inquadrati in un’ottica prospettica di ombre e luci, di presente e passato, di realtà e visione con l’intento di collocare l’affresco sonoro in una dimensione atemporale. Le linee gregoriane, totalmente di invenzione, sono sovente utilizzate in stratificazioni e sovrapposizioni asincrone, al fine di rendere il canto della moltitudine di purganti in maniera polidimensionale”.
La prima parte del Settenario per le anime del purgatorio, più strettamente medievaleggiante, si conclude con una parafrasi della clausula Videun Omnes di Perotinus. La seconda parte, invece, ripercorre l’itinerario d’ascesa dantesco attraverso le sette cornici del Purgatorio, sino alla visione del Paradiso. I materiali musicali seguono in maniera simbolica l’ascesi fino alla visione della perfezione resa attraverso agglomerati melodici e armonici sempre più densi che culminano nel mottetto finale a 10 voci.
Saranno seguiti nell’ordine 1. In exitu Israel de Ægypto (coro e voce recitante); 2. Qui timent Dominum (doppio coro); 3. San Nicola da Tolentino (voce recitante); 4. Requiem Aeternam (coro); 5. Dies Irae (coro); 6. De Profundis (doppio coro); 7. Le sette cornici: prima cornice Pater Noster (coro e angeli), seconda cornice (voce recitante), terza cornice Agnus Dei (doppio coro), quarta cornice (voce recitante), quinta cornice Beato chi ha sete di giustizia (tutti), sesta cornice (voce recitante), settima cornice Beatitudini (coro); visione del Paradiso In Paradisum – Motetti decem vocibus super novem tonos cantandus.
Spiega ancora Giovanni Ferrauto: “Il concetto di purgatorio ha radici che risalgono all’antichità. Fra i pensatori pre-cristiani e negli scritti di Platone ed Eraclide Pontico appare una sorta di protopurgatorio. Pochi secoli prima della nascita di Cristo, sotto l’influenza del pensiero ellenistico, lo stato intermedio è entrato nel pensiero religioso ebraico. Fra i Maccabei troviamo la pratica della preghiera per i defunti in vista della loro purificazione dopo la vita, pratica accettata da alcuni cristiani.
“L’insegnamento cattolico del purgatorio si basa pertanto sulla pratica giudaica della preghiera per i morti a sostegno della tesi per la quale sia necessario pregare a favore delle anime del Purgatorio e che queste vivano in uno stato intermedio attivo, immerse in un fuoco purificatore fino al momento del loro ingresso in Paradiso”.
Questo lo spirito di una modernissima pagina di musica sacra, che non dimentica la grande tradizione.
