Blackout di internet in Afghanistan, il divieto dei talebani: è “attività immorale”

I talebani vietano internet in Afghanistan perchè ritenuto "attività immorale". Il Paese sprofonda in 48 ore di silenzio

Da quasi 48 ore l’Afghanistan è isolato dal resto del mondo. Il 30 settembre è scattato il blackout di internet, voluto dal governo talebano che ha fatto sprofondare milioni di persone nel silenzio. Secondo l’autorità internet è considerata “attività immorale” e si sta promuovendo una campagna contro qualsiasi cosa possa essere contro la moralità. “L’interruzione dell’accesso ha quasi completamente isolato l’Afghanistan dal resto del mondo e rischia di infliggere danni significativi alla popolazione, in particolare minacciando la stabilità economica ed esacerbando una delle peggiori crisi umanitarie al mondo“, ha affermato in una dichiarazione la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan.

Cittadini afghani all’estero hanno confermato alla Cnn di non riuscire a contattare i parenti nel Paese con 43 milioni di abitanti, martoriato da decenni di guerre. La Bbc riferisce che lo stop alle telecomunicazioni a livello nazionale imposto dalle autorità talebane ha fatto perdere i contatti con gli uffici della Capitale.

Un “sistema alternativo verrà avviato nel Paese per i bisogni essenziali”, ha comunicato il governatore della provincia di Balkh, Haji Zaid, riferendo – riporta la Cnn – di un ordine arrivato dal leader dei Talebani, Haibatullah Akhundzada.

Il divieto di internet arriva come ultimo di una lunga serie che spesso ha penalizzato il genere femminile con l’impossibilità di spostarsi senza un parente maschio o il marito, così come sono stati vietati libri scritti da donne nelle università, l’istruzione secondaria superiore e la possibilità di esprimersi in pubblico. Un silenzio letterale che, con il divieto di internet, rischia di diventare definitivo.