“L’ottenimento dell’Indicazione Geografica Protetta per il Bergamotto di Reggio Calabria è una notizia che riempie d’orgoglio un intero territorio. Un plauso a quanti ci hanno creduto e adoperati per l’ottenimento, malgrado gli settici, fra i quali c’ero anche io. Come già avvenuto con la Denominazione di Origine Protetta per l’olio essenziale, il riconoscimento europeo rappresenta una conquista di civiltà economica e culturale: certifica l’origine, tutela la tipicità, valorizza il lavoro dei produttori e restituisce dignità a una tradizione che da secoli identifica Reggio Calabria nel mondo“. E’ quanto afferma Enzo Cuzzola, docente Economia delle Amministrazioni Pubbliche della Mediterranea
“La storia ci insegna che la certificazione, da sola, non è sufficiente”
“Tuttavia, la storia ci insegna che la certificazione, da sola, non è sufficiente. Non basta la sigla DOP o IGP a garantire redditività e sviluppo se manca una visione complessiva di filiera. La recente crisi dei prezzi del bergamotto lo dimostra chiaramente: quando il mercato non percepisce un reale valore aggiunto, il rischio è che la denominazione resti un marchio privo di forza economica“, rimarca Cuzzola.
“Occorre completare il percorso di riconoscimento con una strategia condivisa”
“Perché ciò non accada, occorre completare il percorso di riconoscimento con una strategia condivisa, che tenga insieme: valorizzazione e promozione territoriale, attraverso un racconto autentico del legame tra il bergamotto e la sua terra; controllo di filiera e qualità certificata, per tutelare i produttori seri e garantire al consumatore un prodotto tracciabile; innovazione e ricerca scientifica, indispensabili per ampliare gli usi e le applicazioni del bergamotto in campo alimentare, cosmetico e farmaceutico“, spiega Cuzzola.
“Coinvolgimento di tutti i soggetti strategici”
“In questo percorso devono essere coinvolti tutti i soggetti strategici del territorio: la Regione Calabria, con le proprie politiche agricole e di sostegno alle produzioni tipiche; la Città Metropolitana di Reggio Calabria, chiamata a coordinare la promozione e la pianificazione territoriale; l’Università Mediterranea, con il suo patrimonio di competenze scientifiche, economiche e tecnologiche da mettere al servizio dell’innovazione di prodotto e di processo e naturalmente il Consorzio del Bergamotto, che deve continuare a essere il presidio tecnico, identitario e culturale di questa filiera“, evidenzia Cuzzola.
“Solo unendo istituzioni, ricerca e imprese sarà possibile fare dell’IGP non un punto d’arrivo ma un punto di partenza, trasformando il bergamotto in un modello di sviluppo sostenibile e in un simbolo concreto di rinascita per Reggio Calabria e la sua provincia“, conclue Cuzzola.
