La redazione di StrettoWeb ha osservato da vicino le meraviglie sotterranee del Duomo di Messina, alla scoperta della sua Cripta. Si tratta di ambiente sotterraneo su cui non troviamo nessuna sepoltura, bensì una chiesa sotterranea, che prende il nome “Santa Maria”. Fu costruita insieme alla Cattedrale di Messina durante la dominazione normanna, intorno al 1081, da Re Ruggero II.
In origine, si trattava di un unico spazio a volta sorretto da colonne, nel corso dei secoli sono stati aggiunti muri e decorazioni. Ha subito numerosi danni durante il terremoto del 1783 e, soprattutto, quello del 1908. Ci volle del tempo prima di attendere i lavori di restauro, iniziati nel 2009 e finanziati dalla Regione Siciliana, dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Messina, sotto la direzione dell’architetto Mirella Vinci, con la collaborazione della dottoressa Stefania Lanuzza, che hanno riportato alla luce la sua iconica bellezza.
Composta da volte a crociera, è la cripta è ricca di colonne di riutilizzo, con capitelli in stile romantico. Gli stucchi, attribuiti a Innocenzo Mangani, sono un esempio di tecnica decorativa. Molti gli affreschi presenti, di artisti come Antonio Tricomi, Antonio Bova e Placido Celi. Molti sono conservati nel Museo Regionale e, dopo un attento lavoro di restauro, potrebbero tornare all’interno della cripta. Per tutti coloro che vorrebbero visitarla, la Cripta del Duomo di Messina è visitabile dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00, con un costo del biglietto pari a 3 euro.
