Un lettore di StrettoWeb, Aurelio Lacava, ha inviato una lettera aperta al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, in cui sfogandosi pone al sindaco alcune problematiche legate alla cattiva gestione della città. Ecco il testo: “Egregio signore, non intendo chiamarla sindaco in quanto ritengo che i suoi predecessori a Piazza Italia, siano essi vivi o morti, potrebbero offendersi nell’essere paragonati a lei, ed io che ho purtroppo superato i 75 anni d’età, di sindaci o presunti tali ne ho conosciuti tanti. Ho letto che sta tentando IN OGNI MODO di entrare a Palazzo Campanella, lo capisco, così facendo riceverebbe un ottimo stipendio senza dover fare nulla, come d’altro canto è stato abituato a fare fin dalla tenera età”.
“Tuttavia non credo abbia bisogno di soldi al punto tale da non poter vivere fino alle prossime elezioni alla Camera e comunque, il nostro partito non la lascerebbe certamente andare a Milano per 1800 euro mensili, ma sicuramente troverebbe il modo di farle guadagnare di più. Io avrei un suggerimento, ma ne parlerò più avanti, per il momento vorrei dirle che ancora una volta, dimostra di avere un unico obbiettivo: SE STESSO. Lo ha dimostrato a più riprese, arrivando persino a tentare di togliere il posto ad uno dei suoi più fedeli sostenitori pur di non lavorare, ricevere comunque tanti soldini e sentirsi molto, ma molto più importante di quello che è. Non riesce neppure a rendersi conto, o forse sarebbe meglio dire che non le interessa affatto, dei danni che sta causando al partito”.
“Lo ribadisco, lei pensa soltanto a se stesso. Parliamo poi dei fedeli elettori che la sostengono durante le sue campagne elettorali e mi riferisco naturalmente alle persone alle quali ha chiesto aiuto per essere rieletto. Sembra che la sua popolarità sia estremamente selettiva e circoscritta ad alcuni specifici rioni della città, quelli in cui bisogna chiudere un occhio o due, se non girarsi direttamente dall’altra parte. Non dimentichiamoci poi dei morti che sono stati accompagnati alle urne, probabilmente ad oggi, le uniche persone che avrebbero il coraggio di votarla, anche perché se lo facessero i vivi, per la vergogna dovrebbero comunque nascondersi sotto terra”.
“Sembra che a Piazza Castello, curiosamente, si siano perse le tracce di questi accadimenti, personalmente non credo che da quelle parti vi sia una qualche forma di benevolenza nei suoi confronti ed è forse il bisogno di sostegno nei palazzi del potere che l’ha portata a decidere di sostituire nel ruolo di vicesindaco, una grande persona con piccolo ometto, che verrà ricordato dai posteri per le piste ciclabili più costose della storia, si parla di tre milioni di euro per una strisciata di rosso sull’asfalto, per altro martoriato dalle buche, che in alcune vie è ormai soltanto un ricordo sfocato ma che, non dubito, rimarrà nei cuori dei turisti che ancora ridono pensando a come siano state progettate e come non citare l’albero di natale più costoso della storia, sembra 170mila euro, credo che quello in piazza San Pietro a Roma non sia arrivato a costarne la metà”.
“Se volessimo stilare un elenco delle promesse fatte e non mantenute o delle opere realizzate male, andremmo ben oltre la data delle elezioni, ma se non altro, la lista d’insuccessi sarebbe sufficientemente lunga da riuscire ad unire le sponde del Calopinace, che da anni i reggini attendono di poter attraversare, così da poterlo annoverare tra i successi suoi e della sua brillante amministrazione. Voglio concludere la lista dei suoi fallimenti citando due ultime cose. Ogni anno promette di abbassare le tasse comunali ed ogni anno, misteriosamente queste rimangono le stesse, sta facendo pagare ai Reggini anche l’acqua utilizzata dal Comune e tutte le intitolazioni di vie e piazze che l’hanno vista sempre sfilare sorridente e con il volto rilassato di chi, da ormai dodici anni, non fa altro che ricevere lauti stipendi per niente, UN SOGNO per un nullafacente come lei!!”
“Infine, non posso non citare il suo fedelissimo amico, che in città è noto con un nomignolo che eviterò di menzionare. Qualche tempo fa, intervistato da una tv locale, ha detto che l’arrivo in Calabria di Ryanair e lo sviluppo dell’aeroporto, sono meriti da attribuire a Falcomatà. Non intendo commentare questa barzelletta perché qualsiasi cosa io possa dire, non riuscirebbe comunque a raggiungere la comicità di quanto detto da lui in quell’occasione e non solo. Egregio signore, ormai ha toccato il fondo, lo ha raschiato e giorno dopo giorno continua a sprofondare negli abissi, così come la considerazione che hanno di lei i reggini, per i quali risulta essere il peggior sindaco d’Italia. Mi chiedo quanto tosta dev’essere la sua faccia per chiedere ancora una volta il voto ai suoi concittadini e sperare di essere rieletto”.
“Tuttavia ad alcuni di noi reggini dispiacerebbe molto se andasse via e quindi mi impegnerò a proporla al futuro sindaco della città, per un ruolo speciale: cerimoniere del comune di Reggio Calabria, perché va detto, come tagliatore di nastri in questa città non ha rivali. Avrebbe un lauto stipendio e sarebbe sempre al centro dell’attenzione, otterrebbe un successo enorme e sicuramente, i compagni di partito sarebbero lieti della cosa perché potrebbero finalmente lavorare seriamente per questa città senza dannose interferenze. Le confido una cosa, se qualcuno mi affidasse il ruolo di sindaco, io non accetterei perché i danni da lei prodotti sono tali che non saprei da dove iniziare per far tornare la MIA città, non di certo la sua, una città normale”.
“Il mio consiglio, per quello che può valere, è il seguente: La smetta di spacciare come propri, progetti ideati da chi l’ha preceduta e che lei stesso ha deciso di accantonare per egocentrismo, salvo poi cambiare idea in campagna elettorale, dimostrando non solo di pensare unicamente ai suoi interessi, piuttosto che a quelli della città, dilapidando le casse del comune per organizzare spettacoli frivoli allo scopo di racimolare qualche voto in più. Ma soprattutto che l’unica idea che è stato in grado di portare avanti in 12 anni, è quella di copiare i suoi antecessori, dimostrando di non essere minimamente consapevole di ciò di cui la città ha veramente bisogno”.
“Gli eventi servono a rendere una città viva, non a elargire contentini sperando che le persone le regalino i voti come ringraziamento. Lasci stare l’amministrazione di questa città perché chiaramente non fa per lei. Cerchi pure visibilità e soldi ma non in questo settore e non si dimentichi di avere una famiglia di cui occuparsi. I reggini stringono i denti ripetendo un mantra: “Ha da passà ‘a nuttata” e forse, la nottata sta finalmente passando, ma è soltanto da loro che dipenderà, dalla capacità che avranno di non “mbuccare” tutto ciò che dice. E’ facile lamentarsi, più difficile è reagire e spero con tutto il cuore che i reggini si siano stancati di vivere in una città che è diventata la parodia di se stessa e che riescano, con coscienza, ad aiutare Reggio affinché si risollevi e torni ad essere il gioiello che purtroppo da troppi anni non è più. Ciao peppe”.
