Messina, vittoria degli infermieri: la Cassazione approva il diritto al pasto

Tutti gli operatori sanitari hanno diritto al pasto se lavorano più di sei ore, che sia erogato tramite mensa o classico buono. A sancirlo adesso è anche la Cassazione

Tutti gli operatori sanitari hanno diritto al pasto se lavorano più di sei ore, che sia erogato tramite mensa o classico buono. A sancirlo adesso è anche la Cassazione che con una sentenza dei giorni scorsi ha ribadito quando rivendicato dal sindacato Nursind. A vincere il ricorso è stata la sigla autonoma contro l’Azienda sanitaria provinciale di Messina, dove 14 infermieri turnisti avevano dato vita a una battaglia legale sostenuti dal sindacato e dagli avvocati Francesca Ferro e Salvatore Lincon, contro la decisione dell’Asp di garantire il diritto al solo personale non turnista con rientro pomeridiano.

La Cassazione ha però confermato quanto aveva stabilito la Corte d’appello riformando la sentenza di primo grado. Secondo il giudice, in applicazione del contratto di sanità del 2001 e della normativa, se l’orario lavorativo eccede le sei ore è previsto il diritto alla consumazione di un pasto. E se non è possibile accedere alla mensa, il diritto deve essere garantito da un buono pasto sostitutivo. “La Suprema Corte afferma il segretario provinciale Nursind Messina, Ivan Alonge ha ribadito il diritto al buono pasto quando si ha diritto alla pausa pranzo. E siccome lavorando più di sei ore si ha diritto alla pausa, allora la Cassazione ha collegato questi due diritti, senza che ci sia alcuna differenziazione tra personale turnista o non turnista”.