Marc Bloch e il senso della Storia tradita

Oggi la storia ha mentito ancora o ha semplicemente trovato leader sordi, avidi, assetati di sangue?

Di Graziella Tedesco Marc Bloch era uno storico francese di origine ebraica, morì fucilato dai nazisti all’età di cinquantaquattro anni perché quando si rese conto che la Storia, com’era stata concepita fino a quel momento, lo aveva ingannato, entrò a far parte della Resistenza francese. Scoperto dai nazisti venne arrestato, torturato e ucciso. Giovane ventenne Bloc partecipò alla Prima guerra Mondiale e ultraquarantenne assistette alla Seconda.

In un pomeriggio come tanti, lo storico, rimuginava su quali potessero essere state le cause che avevano trasformato il mondo in una macelleria messicana. La riflessione nacque spontanea quando il figlio Ethienne di sei anni gli rivolse una domanda semplicissima. Il bambino chiese al papà: “Papà che cos’è la Storia? A cosa serve la Storia?“. L’accademico Sorboniano si rese improvvisamente conto che la Storia che era stata trasmessa fino a quel momento era un’enorme menzogna e chi l’aveva trasmessa si era inconsciamente o consciamente macchiato le mani di sangue.

Quello che scorreva a fiumi nel corso del Conflitto mondiale in corso nel periodo in cui Bloch scriveva, insegnava ed operava. Lui non si sottrasse da questa lista di storici menzogneri ed è per questo che si mise in moto per rielaborare il modo di fare storiografia. “Apologia della Storia o mestiere di Storico” rappresenta l’apice del suo rinnovato pensiero. La Storia non è più narrativa, non esalta le gesta dei grandi personaggi, non si scrive seguendo o scopiazzando le ampollose biografie.

Si guarda al presente per capire il passato, si guardano i campi, i campanili, l’architettura, si studia il clima, la migrazione degli uccelli, gli elenchi parrocchiali, la chimica, la biologia, la geografia, la biologia. Mettendo insieme tutti questi elementi la Storia acquisisce basi scientifiche e non biografiche. La storia si scrive guardandola in maniera globale e mettendo insieme tutti gli elementi, ecco che diventa veritiera.

Non si esaltano più i condottieri assassini ma si scrive di quel luogo, di quel personaggio, di quel periodo, utilizzando alte fonti che non siano biografie stuccose. Bloch pagò con la vita questo suo lavoro di revisione, venne cacciato dall’Università, venne perseguitato e infine venne ucciso. Nel periodo però in cui poté operare fondò le Annales rivista storica a cui collaborarono gli storici più eminenti del secondo dopoguerra. Bloch, Le Fabvre e molti altri furono i padri della Storiografia moderna.

Nasce però spontaneo chiedersi se oggi la Storia ci ha ingannati ancora. La diaspora del popolo palestinese per mano di Israele, il conflitto Ucrania-Russia, lo spettro della guerra in Europa, il rischio di un conflitto mondiale. La storia ha mentito ancora o ha semplicemente trovato leader sordi, avidi, assetati di sangue? Gli interessi economici degli Stati travalicano, gli interessi dei popoli inermi, contrari ai conflitti armati.

I popoli a differenza di molti governanti, non vogliono le guerre perché esse sono fonte di morte, povertà e disperazione. Possiamo dire che mai come adesso sono prevalsi gli interessi economici dele nuove e vecchie potenze. Interessi che hanno stracciato il diritto del singolo e delle collettività. Ne seguono i genocidi, le guerre fratricide, le minacce.

Si potrebbe pensare che il sacrificio di Bloch e di altre cinquanta milioni di persone coinvolte nel secondo conflitto mondiale sia stato inutile ma in realtà così non è. I popoli coinvolti, a differenza del passato, NON vogliono la guerra perché grazie a Bloch e alla nuova storiografia hanno una visione libera della Storia. NON la vogliono, non ci credono. La fede nella guerra come espediente messianico è solo di alcuni governanti assassini.