Israele, Haskel: “Meloni realista mentre Macron favorisce terroristi. Flotilla? Finanziata da Hamas”

Sharren Haskel, viceministro degli Esteri di Israele, loda Giorgia Meloni dopo il suo discorso su Gaza e afferma che la Flotilla sia finanziata da Hamas

Il viceministro degli Esteri di Israele, Sharren Haskel, ha rilasciato un’intervista all’Adnkronos nella quale parla a 360° del conflitto a Gaza, della spedizione della Global Sumud Flotilla e delle relazioni di Israele che, in questi giorni, in sede Onu, hanno riconosciuto lo Stato palestinese. Nei giorni scorsi, infatti, Francia, Canada, Regno Unito e Australia hanno ufficialmente riconosciuto la Palestina.

“Il riconoscimento della Palestina premia Hamas”

Ci sono alcune cose importanti da notare, – ha dichiarato Haskel – In passato più di 130, forse quasi 150 Paesi hanno già riconosciuto la Palestina. Questo ha cambiato qualcosa nella realtà? No, non ha cambiato nulla. La realtà è questa: quei Paesi hanno scelto di premiare Hamas, un’organizzazione terroristica, con uno Stato, subito dopo il peggior massacro di ebrei dalla Shoah. Questo fa una grande differenza, non solo per Israele, ma per il mondo intero, perché le organizzazioni terroristiche imparano dalle azioni della comunità internazionale“.

Durissimo il giudizio sulla Francia e su Emmanuel Macron che “ha guidato, celebrato e spinto questo processo, in alcuni casi persino corrompendo altri Paesi per ottenere questa dichiarazione. Ci deve essere una risposta forte. Quando il primo ministro Netanyahu tornerà in Israele, prenderà la sua decisione basandosi sui suggerimenti sul suo tavolo“.

La posizione dell’Italia e il giudizio su Giorgia Meloni

L’Italia, attraverso il premier Meloni, ha dichiarato di essere pronta a riconoscere la Palestina a due condizioni: il completo rilascio di tutti gli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas; la totale assenza di Hamas dagli organi di governo al termine della guerra. “Il primo ministro italiano e l’attuale governo sono molto più realistici e comprendono meglio i problemi del Medio Oriente, qualcosa da cui Macron è molto distante. In questo approccio realistico, capiscono che questo conflitto non è territoriale, ma religioso e culturale, e deve essere risolto in profondità. Il territorio da solo non risolverà il conflitto: ci sono condizioni da soddisfare affinché le due parti possano sedersi insieme“, osserva Haskel.

Il fatto – sottolinea la politica israeliana – è che Macron, spingendo unilateralmente per una soluzione senza nemmeno parlare con l’altra parte, ha favorito Hamas in un momento molto delicato, quando Israele e Hamas stavano cercando di negoziare un cessate il fuoco. Hamas ha capito che più a lungo continua la guerra, più sarà premiata da Macron e dai suoi alleati. Così la possibilità di un cessate il fuoco diplomatico è stata cancellata, e ci siamo trovati con l’unica opzione militare“.

La propaganda di Hamas

Haskel ha fatto chiarezza sulle accuse contro Israele e sulla propaganda di Hamas: “i crimini contro l’umanità sono stati commessi da Hamas contro gli israeliani. Israele sta rispettando tutti i suoi obblighi secondo il diritto internazionale, il diritto umanitario, le regole della guerra e la Convenzione di Ginevra. Ci sono molte menzogne diffuse. Per esempio, un giornale italiano ha pubblicato in prima pagina la storia di un bambino curato in Italia per una malattia genetica, facendo credere che il suo stato fosse dovuto alla fame o a Israele. Lo sapevano, ma hanno comunque mentito al pubblico italiano. Questo è il tipo di propaganda che Hamas diffonde. Come ha detto anche Trump, si è o dalla parte di Israele o dalla parte di Hamas. Non ci sono vie di mezzo. L’unico modo per liberare gli ostaggi è la pressione militare. Hamas sta abusando dei palestinesi, li tiene sotto tiro, li tortura ed esegue esecuzioni. Non si cura del popolo palestinese, ma solo dei suoi obiettivi religiosi e ideologici. Più forti saranno le misure su Hamas, più velocemente finirà questa guerra“.

Gli attacchi alla Flotilla

Il premier Meloni ha proposto agli attivisti della Flotilla di consegnare aiuti umanitari a Cipro. Il governo israeliano è d’accordo? “Abbiamo offerto molte opzioni. Abbiamo proposto di portare gli aiuti umanitari ad Ashkelon, e ci saremmo assicurati che arrivassero. Ma non è questo che vogliono davvero. Questa flottiglia è stata finanziata e organizzata da persone affiliate a Hamas“, denuncia il viceministro.

Si tratta di persone in cerca di attenzione. La quantità di aiuti che portano è dieci volte inferiore a quella già presente a Gaza, pronta per essere ritirata dai camion dell’Onu. Più del 90% dei beni dell’Onu non raggiunge la destinazione, per incapacità logistica o per il coinvolgimento di Hamas. Quando l’Italia, con il ministro Antonio Tajani, ha collaborato con Israele nel programma ‘Food for Gaza’, tutti gli aiuti sono arrivati. La cooperazione funziona se ci si può fidare del partner e si sa che non ci saranno usi impropri degli aiuti. Ma se si tratta di una trovata pubblicitaria, mi dispiace, ma non funzionerà“, conclude.