Maddalena Carta, 38 anni, medico di base a Dorgali, in provincia di Nuoro, in Sardegna, è morta di infarto dopo un malore accusato in ambulatorio. Negli ultimi giorni la dottoressa aveva cominciato ad avvertire segnali di malessere, ma non si era fermata perchè aveva in carico oltre 1.800 pazienti e, a causa dell’assenza di altri due colleghi, stava seguendo in totale circa 5.000 persone.
“In Italia il medico di base è stato trasformato nel “tuttofare” del SSN”
“La morte della dottoressa Maddalena Carta è lo specchio impietoso di un sistema sanitario che da troppi anni scarica sulle spalle dei medici di famiglia il peso delle sue falle. Per noi di Azione la sanità è sempre stata una priorità. Ma in Italia il medico di base è stato trasformato nel “tuttofare” del SSN: ha gli oneri e i doveri di un dipendente, ma senza nessuna delle tutele di un dipendente. Ferie, malattia, sicurezza: diritti elementari che a loro vengono negati come se fossero privilegi“. E’ quanto affermano Fabrizio Zingales, segretario cittadino di Azione Barcellona ed Emilio Puglisi Allegra, vice segretario provinciale di Messina in Azione ed entrambi medici di base.
“Disparità intollerabile”
“E qui sta l’assurdo: in ogni settore, dalla fabbrica all’ufficio, la sicurezza del lavoratore è considerata sacra. Solo ai medici di famiglia sembra concesso lavorare fino a cadere, senza limiti, senza protezioni, senza sostegno. Una disparità intollerabile che mette a rischio non solo la loro salute, ma, per converso, anche quella dei cittadini che assistono. E intanto la politica continua a raccontarci la favola della “vocazione”, della “missione”. Una retorica tossica, che trasforma i medici in martiri e legittima un sistema che li consuma fino allo stremo. Maddalena è morta perché ha anteposto i suoi pazienti a sé stessa, coprendo da sola 5.000 persone: un sacrificio che non doveva essere né richiesto né accettato. E questo è inaccettabile. E non è un problema solo della Sardegna: può accadere a Messina, a Bolzano, a Roma”, rimarcano.
“La medicina generale è stata abbandonata”
“Perché ovunque la medicina generale è stata abbandonata a un modello fatto di burocrazia, anglicismi vuoti e riforme calate dall’alto, mai pensate da chi un ambulatorio lo vive davvero. Noi chiediamo al Governo di smettere di inseguire riforme che non sono e non saranno mai “nostre” e di cominciare da un punto semplice e concreto: ridare dignità e diritti ai medici di famiglia. Perché senza di loro, non c’è sanità pubblica che regga. Basta eroi. Basta martiri. Pretendiamo solo che i medici siano messi in condizione di fare il loro lavoro con la serenità e tutte le tutele adeguate a chi svolge un lavoro così delicato e fondamentale”, concludono.
