Una tifosa delusa: “intorno all’ACR Messina una messa in scena satirica, stanotte non dormirò”

La lettera e riflessione amara di una tifosa dell'ACR Messina delusa per le ultime vicende

“Buonasera, questo mio saluto vuole essere anche il commiato da voi. Penso che questo nostro scambio epistolare sia destinato a concludersi, come lo è la vicenda dell’ACR Messina. Purtroppo non c’è altro da aggiungere. Non è vero che, quando si tocca il fondo si può soltanto risalire: c’è sempre la possibilità di scavare, ed è quello che sta avvenendo alla Messina calcistica. Non è mia abitudine né mio compito dare giudizi su persone che non conosco e che sicuramente sono personaggi del tutto commendevoli e di rispetto, mi limito soltanto a dare uno sguardo ai trascorsi sportivi che sicuramente non sono altrettanto commendevoli”. Comincia così l’amara riflessione di una lettrice di StrettoWeb, che più volte ha scritto alla nostra redazione per vicende inerenti l’ACR Messina.

“Voglio fare riferimento al poeta spagnolo Calderon de la Barca che nella sua rappresentazione teatrale El Gran Theatro del Mundo applica alla sua epoca l’antico topos della vita come una messa in scena, dove il mondo affida a ciascun attore, tanto re che mendicante, gli attributi della propria condizione. Non avrei scomodato un’opera satirica di tale rilevanza se non fosse che intorno all’ACR Messina si sta svolgendo una messa in scena altrettanto satirica con il matrimonio tra Sosa e Peditto con l’aggravante che il celebrante delle nozze è quel tale Alaimo (si proprio lui), presidente dimissionario squalificato, inibito a compiere atti inerenti alla sua ex carica e certamente artefice del disastro attuale. Mi fermo qua, con un po’ di dolore e con il rimpianto di non aver potuto fare qualcosa di concreto”.

“Addio. Anzi scusate ma questa notte non riuscirò a dormire se qualcuno, magari voi, non mi spieghi il significato di:

  1. Possedere una squadra di calcio e retrocedere (ma questo può accadere, è nelle cose)
  2. Cambiargli nome chiamandola Messina, nella speranza che l’ACR fallisca o peggio e di conseguenza prenderne il posto; operazione mal vista sia a Messina che a Sant’Agata.
  3. Non iscrivere il nuovo Messina al campionato di competenza privando così i tifosi e i cittadini tutti di un riferimento sportivo che comunque gli sarebbe spettato.

Comunque siccome non c’è spiegazione che tenga, lasciate perdere. Prenderò un sonnifero”.