Il primo torneo 3c3 dei Bolliti è stata una ventata di novità, fresca, inaspettata, molto oltre la c.d. cottura, fuori dagli schemi classici, perché non è stato il solito canonico “pronti, palla a 2, iniziate, fine…. Avanti i prossimi….. pronti, palla a 2, iniziate, fine….. etc etc”, non si sono accontentati di fare il solito compitino….. no: loro hanno voluto e preteso di andare oltre, di fare di più.
La cornice si presta al basket: zona tempietto, sul Lungomare di Reggio Calabria, nel playground dedicato alla star NBA Kobe Bryant ed a sua figlia Gianna, entrambi scomparsi prematuramente in un tragico incidente in elicottero.
Vedere atleti e appassionati sfidarsi con lo sguardo rivolto al mare, con lo scenario dello Stretto e la Sicilia che si stagliano all’orizzonte, ha trasformato l’evento in un vero e proprio spettacolo, una celebrazione della vita e del potenziale umano. Il nostro Lungomare, solitamente meta di passeggiate e momenti di relax, si è trasformato in un palcoscenico vivente, vibrante di passione e dinamismo.
A Reggio Calabria abbiamo assistito alla prova tangibile che la bellezza del luogo può unirsi all’energia dei giovani per creare qualcosa di straordinario. Questi ragazzi, il loro staff fatto di amici, i loro partner/sponsor, hanno risposto così a quel tristemente diffuso, avvilente e rassegnato “non c’è nenti”: con un torneo fatto di allegria, energia positiva, risate, agonismo, musica, tutto per sorprendere e divertire non solo i partecipanti, ma anche e soprattutto i tanti curiosi che sedevano sulle gradinate della tribunetta o che passando si son fermati ad osservare questi “folli” giovanotti che hanno animato per due giorni quel bellissimo tratto di Via Marina.
In un mondo che sembra essersi rassegnato all’idea che “nulla possa più cambiare“, una nuova generazione di giovani sta emergendo con forza, portando con sé una ventata di ottimismo. E sono loro: questi ragazzi e ragazze, nati nell’era della disillusione, stanno dimostrando che la speranza non è un’illusione, ma una forza concreta, capace di trasformare la realtà.
Nata per gioco, o molto più probabilmente per sfida, quasi improvvisata e con poco tempo a disposizione, questa iniziativa è stata un successo, 16 squadre e 64 partecipanti, sold out raggiunto in meno di 48h (immaginate se avessero avuto più tempo), luci, microfoni, casse, musica, sfottò (come in ogni buon torneo estivo che si rispetti), sana competizione, tiri da 3 contro vento col pallone che andava dove voleva (tranne che nel canestro…… neanche a colpire il ferro).
Sentire tra il pubblico, contagiato ormai dallo spirito del torneo, “il prossimo anno ci faremo la squadra e partecipiamo pure noi” è probabilmente il premio più bello che questi giovani ragazzi possano ricevere.
Questo successo non è un caso isolato, ma il risultato di un’iniziativa che DEVE ripetersi. Merita di diventare un appuntamento fisso, perché ha dimostrato che la sinergia tra la comunità, le istituzioni e i giovani è la chiave per creare eventi di grande impatto. È un investimento nel futuro, un messaggio chiaro che questa città e questa generazione hanno voglia di cambiare, di osare e di mostrare al mondo il loro valore. A Reggio “non c’è nenti” ….. ma questi ragazzi, pensate un po’, HANNO FATTO.
