A Reggio Calabria, si sa, le buche non sono solo buche: diventano vere e proprie opere pubbliche… permanenti. Soprattutto quando invece di essere riparate vengono circondate da chilometri di rete arancione, trasformandosi in “installazioni” che neanche alla Biennale di Venezia. Ma c’è chi, con un pizzico di fantasia e ironia, ha deciso di ribaltare la situazione. Sul viale Aldo Moro, una cittadina ha reso una di queste recinzioni arancioni – simbolo indiscusso dell’urbanistica “alla Falcomatà”, dove il motto sembra essere “non risolvere, recintare” – e l’ha addobbata con una serie di grandi smile. Sì, proprio quelle faccine sorridenti gialle che sembrano dire: “Tranquillo, la voragine è felice, anche se tu non lo sei”.
Il risultato? Una bruttura che si trasforma in una sorta di arredo urbano pop, degno di un set fotografico. Certo, resta pur sempre una voragine, ma almeno strappa un sorriso a chi passa da li.
Un’iniziativa che lancia un messaggio chiaro: se l’amministrazione non toglie le reti, ci pensano i cittadini ad abbellirle. E perché no? Potremmo farlo tutti: lucine natalizie a dicembre, girandole in primavera, magari un po’ di edera in estate. Così, invece di contare le settimane (o gli anni) che passeranno prima di vedere i lavori finiti, potremmo inaugurare un nuovo filone artistico: la “street recinzione decorata”.
Nel frattempo, la voragine sul viale Aldo Moro resta lì, recintata e felice, con il suo sorriso giallo stampato. Perché a Reggio, quando la realtà supera la fantasia, anche una buca può diventare… simpatica.
