Reggio Calabria, discarica a cielo aperto in via Marconi: lettera al Prefetto per chiedere un intervento urgente

Un cittadino denuncia un collasso ambientale e sociale con rifiuti, carcasse di veicoli e intimidazioni ai residenti, chiedendo rimozione immediata, controlli e sanzioni contro i responsabili

Un cittadino di Reggio Calabria, Domenico Tripodi, ha inviato una lettera aperta al Sig. Prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro e per conoscenza al Sindaco Del Comune di Reggio Calabria Dott. Giuseppe Falcomatà, all’assessore all’Ambiente e città pulita Dott. Massimo Burrone, al responsabile dell’UFFICIO POLIZIA GIUDIZIARIA AMBIENTALE ED EDILIZIA e al dirigente del SETTORE 9 – AMBIENTE Ing. Domenico Richichi avente come oggetto la “Situazione di degrado ambientale e sociale in Via Marconi – Richiesta intervento urgente”. Ecco il testo integrale della lettera: “Egregio Signor Prefetto, Le scrivo con profonda esasperazione e amarezza, dopo mesi di segnalazioni e denunce alle autorità competenti — compresa la Procura della Repubblica — senza che sia stato adottato alcun provvedimento concreto per porre fine a una situazione ormai divenuta insostenibile. Le immagini che Le trasmetto parlano da sole: lo slargo adiacente a Via Marconi 26 è ormai ridotto a una discarica a cielo aperto, dove si accumulano rifiuti di ogni genere — elettrodomestici, mobili, materassi, carcasse di veicoli — in quantità tali da ostruire persino l’accesso ad alcune proprietà.

Nonostante le ripetute denunce e la documentazione fotografica puntualmente fornita, nulla è cambiato. Anzi, la situazione è peggiorata al punto da diventare un vero e proprio collasso ambientale e sociale. Il problema, Signor Prefetto, non è solo l’abbandono di rifiuti, ma il fatto che ciò avviene quotidianamente, in pieno giorno, per mano di pochi individui incivili residenti nella zona che agiscono indisturbati, non curanti di essere visti. Chiunque tenti di redarguirli viene intimidito. Queste persone, oltre a disfarsi dei propri rifiuti, raccolgono oggetti e scarti da altre abitazioni — i cui proprietari, altrettanto incivili, si rivolgono a loro per liberarsene — e li depositano nello slargo, trasformandolo in un punto di raccolta abusivo e permanente.

Siamo ostaggi di questo degrado, che mina la sicurezza, la salute pubblica e la dignità di un intero quartiere. Il rischio di tensioni sociali è concreto: la rabbia e lo sconforto dei residenti stanno raggiungendo livelli allarmanti.
Chiedo, a nome mio e di tutti i cittadini perbene che vivono in questa zona, un intervento immediato e risolutivo che preveda:
• la rimozione completa dei rifiuti;
• un piano di prevenzione con controlli costanti e videosorveglianza;
• azioni sanzionatorie efficaci nei confronti dei responsabili;
• il ripristino del decoro urbano e della legalità.
Questa non è solo una questione di igiene o di estetica urbana: è una questione di ordine pubblico, di sicurezza, di rispetto delle regole e della convivenza civile.
Confido nella Sua autorevole attenzione e in un Suo pronto intervento, prima che l’inerzia delle istituzioni contribuisca a far degenerare una situazione già al limite.
In attesa di un urgente riscontro, porgo distinti ossequi”.