Reggio Calabria, blitz della Polizia Penitenziaria ad Arghillà: sequestrati telefoni e droga

Un drone sorvola il carcere, ma gli agenti individuano e sequestrano un pacco contenente telefoni e droga. Un'operazione brillante che conferma l'impegno della Polizia Penitenziaria nel garantire sicurezza e legalità nelle strutture detentive

“Nella tarda serata del 7 agosto 2025 e nella tarda mattina del giorno dopo (08.08.2025), il personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso l’istituto di Arghillà dimostrava ancora una volta prontezza operativa e grande spirito di osservazione, avvistando nella serata del 7 agosto un drone che sorvolava i padiglioni detentivi. L’attenzione degli agenti si concentrava immediatamente sul velivolo, che veniva notato avvicinarsi alla finestra di una camera detentiva per depositare un pacco”. Lo afferma in una nota il SINAPPE.

“L’azione tempestiva e la perfetta sinergia tra gli operatori, sotto la direzione del Comandante di Reparto, portavano all’immediata disposizione di una perquisizione straordinaria nella camera interessata. L’intervento consentiva di rinvenire il pacco, contenente numerosi telefoni cellulari e un quantitativo di sostanza stupefacente, impedendo così l’introduzione e la diffusione di strumenti e materiali che avrebbero potuto compromettere la sicurezza interna dell’istituto”.

“La mattina del giorno seguente il personale della Polizia Penitenziaria ha condotto una brillante operazione che ha portato al ritrovamento di tre telefoni cellulari e sostanza stupefacente all’interno di una camera detentiva. Gli   episodi testimoniano l’altissima professionalità, l’attenzione costante e la dedizione al servizio che contraddistinguono il personale di Polizia Penitenziaria, quotidianamente impegnato a garantire l’ordine e la legalità all’interno delle strutture detentive, spesso in condizioni difficili e complesse. L’operazione rappresenta un ulteriore esempio della capacità del Corpo di contrastare con efficacia le sempre più sofisticate modalità di introduzione di oggetti proibiti, purtroppo ormai diffusa nel contesto Penitenziario, salvaguardando la sicurezza dell’istituto e tutelando la collettività”.