Il ponte sullo stretto di Messina è “un sogno che si avvera”. Lo dice, in un’intervista alla Gazzetta di Parma, Pietro Lunardi, che dal 2001 al 2006 è stato ministro delle infrastrutture e dei trasporti nei governi Berlusconi II e III. “Il lavoro che abbiamo fatto dal 2001 al 2005 – dice – è stato determinante. Ne vado molto orgoglioso. È grazie al lavoro fatto in quegli anni se oggi siamo arrivati in fondo e presto partiranno i lavori. Appena insediato al Mit, nel 2001, ho acquisito il progetto di massima realizzato dalla Società stretto di Messina e l’ho inserito tra le opere strategiche del paese. Poi, in tempi da record, abbiamo compiuto tutti i passi necessari: la realizzazione del progetto preliminare, la gara europea e l’aggiudicazione al consorzio Eurolink. Tutto questo in poco più di tre anni, è stato davvero un miracolo”. Lunardi ricostruisce poi cosa è successo negli anni successivi con altri governi che si sono detti contrari all’opera.
“Salvini – dice Lunardi – si è trovato in mano il progetto preliminare, il progetto definitivo, la galleria di Cannitello realizzata e il contratto con Eurolink ancora valido. Una bella eredità. Però bisogna dargli atto che è stato bravo a crederci e a perseguire l’idea di realizzare il ponte con determinazione e grande concretezza”. Secondo Lunardi, quella della fine dei lavori del 2032 è una previsione attendibile. “È una splendida notizia – dice – per l’Italia intera e in particolare per le regioni del sud. La mobilità di persone e delle merci è un diritto primario dei cittadini. La mancanza di questa mobilità produce il ristagno dell’economia, la povertà e la corruzione”.
