Insulta. Urla. Poi fa la vittima. In una parola: martire. E’ il giochetto che la Sinistra utilizza quando deve trovare nuovi eroi, identificandosi in loro per combattere le battaglie del momento. Battaglie che, in poche parole, si fondano sempre sul solito refrain: dire “no” a tutto, farlo insultando, urlando e usando il caro vecchio trucchetto della propaganda, ribaltando la frittata a piacimento. Stiamo parlando del Ponte sullo Stretto e dell’ultimo caso sollevato dalla Sinistra, con la gentile concessione – guarda caso – della solita stampa. Il martire in questione è Dario Costa, giovane studente messinese intervistato in occasione di un sit-in. Un intervento, il suo, non proprio pacato: occhi spiritati, vene in bella vista, bocca spalancata. Motivo? Urlare che “il Ponte sullo Stretto è un atto delinquenziale“.
Una frase forte, tra l’altro urlata con enfasi. Ci sta tutto, in democrazia. D’altronde, è un’intervista, quindi è pubblica. E quindi ci sta anche che un Ministro decida di dare spazio, nei suoi canali social, proprio a uno spezzone di quell’intervista. In fondo, non c’è nulla di misterioso o nascosto. Così ha fatto Salvini. Ha recuperato lo spezzone dell’intervista in cui il giovane studente affermava che “il Ponte sullo Stretto è un atto delinquenziale” e l’ha pubblicato sulla propria pagina ufficiale, scrivendo: “Condivido con voi le argomentazioni pacate e approfondite di questo esperto in opere pubbliche. Sarà forse il caldo…?”.
La risposta di Dario Costa a Salvini: “le hanno dato troppo potere”
Apriti cielo! Costa ha visto il video e ha deciso di rispondere sui social, a sua volta, affermando di essere stato minacciato di morte e insultato, per quel video, come dimostrano alcuni screen a corredo. E’ un filmato di qualche minuto, in cui il giovane legge un discorso preparato e ne approfitta per lanciare stoccate al Governo, replicando a Salvini: “lei non è un Ministro, ma un uomo a cui è stato dato troppo potere” afferma. E poi mette in mezzo le manifestazioni dei neo-nazisti, posta insulti e minacce e passa – magicamente – dalla parte della vittima, del martire. Trovando la sponda, ma non stupisce, dei giornali di Sinistra, dei Lorenzo Tosa di turno, sempre pronti a trovare lo scoop e la storia da raccontare con l’obiettivo di denigrare il Governo e tutto ciò che manda avanti dopo averlo promesso (in fondo, il Ponte sullo Stretto era nel programma elettorale, quindi un elettore si aspetta che l’esecutivo mandi avanti i progetti promessi, ma forse a questo la Sinistra non è abituata).
Tornando al video, e alla replica, beh, pensiamo che Salvini abbia commesso soltanto un errore: ha regalato al giovane dei momenti di visibilità non indifferenti. Oggi, questo studente è un martire, il nuovo eroe in cui si identifica la Sinistra. Colui che prima ha insultato (perché parlare di atto delinquenziale significa dare del delinquente a chi ci sta lavorando, e sono in tanti a lavorarci) e poi ha gridato allo scandalo, raccogliendo la solidarietà degli anti-Ponte, degli anti-Salvini e degli anti-Destra a prescindere. Era l’obiettivo, lo ha raggiunto. Anzi, pensiamo anche che lo debba ringraziare, al Ministro. Ah, un piccolo dettaglio: chi si espone, nelle interviste pubbliche e sui social, sa bene di essere oggetto di critiche e insulti. A maggior ragione se il modo di esporsi è alquanto pittoresco. Succede anche a Salvini, succede anche ai giornalisti. Succede a chiunque abbia la volontà e il coraggio di dire la propria. Senza il bisogno di recitare il ruolo dei vittimisti, però, sennò è troppo facile…
