Da “la donna del monte” a “la donna del ponte”. Anzi, del “Ponte”. Del Ponte sullo Stretto di Messina. Così si definisce Matilde Siracusano, Sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia messinese. E così esordisce nell’intervista a “Il Tempo” il giorno dopo lo storico ok del Cipess al progetto definitivo dell’opera. “Sono felicissima. Dal 2018 ho scritto innumerevoli atti di indirizzo, svolto interventi in Parlamento, tenuto convegni. Ho fatto la mia parte per sensibilizzare sull’importanza di quest’opera. C’era chi prendeva in giro, e invece…”.
Quando inizieranno i lavori?
“A settembre partiranno le opere propedeutiche. E siamo stati molto veloci, considerando che il “Decreto Ponte” è stato approvato più o meno due anni fa. Il Ministro Salvini ha fatto un lavoro eccezionale, è stato bravissimo. Ma tutto questo è stato possibile grazie al progetto originario voluto da Silvio Berlusconi, che è rimasto sostanzialmente quello. Senza la lungimiranza del nostro Presidente, non saremmo dove siamo oggi”.
Berlusconi lamentava quando con un tratto di penna veniva cancellata la realizzazione dell’opera…
“Sì, il percorso iniziò con il governo Berlusconi del 2001, poi fu cancellato da Prodi… ripreso quando Berlusconi tornò a Palazzo Chigi nel 2008, poi di nuovo annullato da Monti”.
Perché quest’opera è così ferocemente contrastata?
“In realtà viene contrastata da una minoranza demagogica ma molto influente. E una compagnia di giro, peraltro sono sempre gli stessi. Credo che molto dipenda dal fattore ideologico: il Ponte viene visto come un’opera “di destra” e allora va osteggiato. Un’assurdità, solo in Italia si fanno ragionamenti del genere”.
Riprendiamo un’argomentazione “anti Ponte”: sarebbe stato meglio prima sviluppare strade e ferrovie in Sicilia, che sono messe male.
“Ecco, il benaltrismo. Scusi, sono decenni che si parla di Ponte senza realizzarlo, in questo caso il tempo di restare alle ferrovie in Sicilia sono state migliorate? A me non sembra. Al contrario, un’opera di enorme portata, tra le più importanti del mondo, come il Ponte, può fare da volano per uno sviluppo complessivo che può portare anche a una concreta attività per modernare le infrastrutture in Sicilia. Da sempre le grandi opere hanno portato alla realizzazione parallela di altri interventi, come le per l’Autostrada del Sole. E questo già sta accadendo. L’investimento per l’Alta Velocità fino a Palermo, per citare un caso, non sarebbe mai stato possibile senza la prospettiva del Ponte”.
Argomento numero 2: richiamo influenze malvagie nella realizzazione del Ponte.
“I protocolli antimafia sono molto stringenti. E poi va ricordato che la mafia si infila laddove ci sono esclusione sociale, disoccupazione, opportunità di crescita scarse o inesistenti. La realizzazione del Ponte già di per sé porterà posti di lavoro, necessità di formazione, un’economia che si rimette in moto. E questo riduce la presa sociale della criminalità organizzata”:
Poi ci sono gli ambientalisti…
“Che invece dovrebbero supportare il Ponte, perché abbatterà molte emissioni di Co2, offrendo come modalità di trasporto principale l’Alta Velocità. Da parte loro, contrastare la realizzazione di quest’opera è una contraddizione”.
Come cambieranno le cose a livello pratico per chi, dalla Sicilia, deve recarsi in Continente, magari per lavorare?
“Guardi, ne so qualcosa. Sarà tutta un’altra vita. Oggi attraversare lo Stretto è una trafila insopportabile, e non sono tanto i venti minuti di traghetto, ma tutto quel che c’è prima, si tratta di stare ore e ore in fila, sopportare ritardi. Lei cita il caso di chi si muove per lavorare, ed è vero, ma anche in vista delle feste è una cosa impossibile”.
Guardiamo allo scenario strategico. Cosa cambia per l’Italia come attore europeo e mediterraneo?
“Sì, l’Italia sarà davvero centrale, perché è inserita nel corridoio “TEN-T”, e si realizzerà nel Mezzogiorno l’hub europeo sul Mediterraneo. Questo è importante anche per lo sviluppo pieno del Piano Mattei. Avere il Sud d’Italia finalmente connesso appieno con il resto d’Europa consentirà di sviluppare anche i porti, con tutto ciò che ne deriverà sul piano dei commerci e della logistica. Anche questo è un dato rilevante”.
