Una vera e propria bufera. E’ quella che si è verificata – ed è tutt’ora in corso – a poche ore dalla conclusione della tre giorni degli Stati Generali del Sud di Forza Italia a Villa San Giovanni. Ieri mattina, prima degli ultimi due panel, all’esterno del locale che ha ospitato la convention si è tenuta la Santa Messa, celebrata da Don Nuccio Cannizzaro. Sarebbero state alcune sue frasi durante l’Omelia a provocare il caos. Parole che, riferiscono alcuni media che le hanno riportate, sarebbero solo testimonianza di alcuni presenti. Che significa? Che chi le ha riportate probabilmente non era neanche presente. Tra i “promotori” maggiori, a livello nazionale, c’è – immancabile – Repubblica.
Le parole incriminate, ma mai confermate, sarebbero queste: “basta con la cultura della legalità che tanti danni ha fatto. Bisogna ripristinare l’immunità parlamentare, il potere scelto con il voto dagli italiani deve avere la supremazia, solo così si può far volare in alto il Paese. Gesù è stato il primo ad andare contro la rigida legge ebraica”. Dichiarazioni che, riferiscono i media che le hanno riportate, hanno gettato nell’imbarazzo Forza Italia, presente in massa a Villa San Giovanni a partire dal suo leader, Antonio Tajani.
Il Sacerdote nega: “le mie parole non sono state contro la Cultura della Giustizia”
Dichiarazioni, dicevamo, mai confermate, ma anzi praticamente smentite dal diretto interessa. Don Nuccio Cannizzaro, infatti, è intervenuto con una nota stampa per precisare – e negare – che quanto scritto da alcuni giornali corrispondesse al vero: “in riferimento all’articolo apparso sul giornale telematico di Repubblica, circa la mia omelia al convegno di Forza Italia, sento di dover precisare il mio pensiero“, ha affermato.
“Il mio intervento è partito dal commento alla Parola di Dio della domenica, ho parlato della vanità denunciata nel libro di Qohelet e poi ho commentato il Vangelo di Luca. Solo alla fine mi sono rivolto all’assemblea ponendo domande sul cammino di verifica che in questi giorni stavano vivendo. Ho affermato che la politica deve avere orizzonti alti e non guardare solo agli interessi presenti. Ho esortato i presenti a operare scelte per il Sud, perché se il Sud si svilupperà, tutta la nazione troverà benefici. E prendendo lo spunto dal tema del convegno ho proposto ai presenti di prendere in considerazione la Dottrina Sociale della Chiesa come riferimento per ogni intervento nella vita pubblica. Qui ho accennato al valore evangelico della Giustizia, intesa come opera di Dio e non come opera dell’uomo.
Poi ho fatto riferimento alla legalità, che è la prassi giuridica dei vari stati, opera degli uomini ed ho anche fatto riferimento al giustizialismo, che in alcuni casi, secondo me, non aiuta la giustizia. Le mie parole non sono state contro la “cultura della giustizia”, come erroneamente riferito da alcuni giornali, ma ho preso le distanze dalla cultura del giustizialismo. Il mio pensiero ovviamente non poteva e non può essere usato strumentalmente per asserire di un mio attacco alla Magistratura di ogni ordine e grado. Credo di aver dimostrato in lunghi 18 anni di processi di aver rispettato i vari gradi di giudizio e di aver confidato nel sereno compimento dell’iter processuale. Per cui ribadisco il mio apprezzamento per l’ordinamento giuridico dello Stato e per la magistratura libera e autorevole, garanzia di libertà per tutti i cittadini” ha concluso.
La solidarietà di Luigi Tuccio
Luigi Tuccio ha espresso solidarietà nei confronti del Prete: “Don Nuccio Cannizzaro è un riferimento spirituale e culturale per tutta la collettività! Sono certo che le sue parole siano state fraintese e strumentalizzate. Io son con lui senza se e senza ma!”.
