ACR Messina, giornata chiave: si attende la pronuncia del Tribunale Fallimentare sul gruppo Peditto. Gli scenari

Oggi dovrebbe arrivare la pronuncia della sezione fallimentare del Tribunale in merito alla richiesta di integrazione del gruppo Peditto, che ha intenzione di acquisire il ramo sportivo

Un’altra giornata chiave, decisiva, cruciale. L’ennesima di questi mesi. La Messina calcistica vive, da quasi un anno, giornate importanti, settimane calde. Oggi, infatti, dovrebbe arrivare la pronuncia della sezione fallimentare del Tribunale in merito alla richiesta di integrazione del gruppo Peditto, che ha intenzione di acquisire il ramo sportivo. Qualche giorno fa, la prima pronuncia del Tribunale, che si è espressa con parere negativo. Un “no” che pesa, anche se non era quello decisivo. Quello decisivo sarà, appunto, probabilmente oggi: la sezione fallimentare dovrà confermare la decisione oppure ribaltarla, accettando la richiesta della Doadi e dando ufficialmente il via alla nuova “era” dell’ACR. In caso contrario, il club resterebbe nelle mani di AAD Invest e Sciotto, con un futuro tutt’altro che chiaro.

Perché il futuro resta comunque nebuloso

In ogni caso, anche qualora la società passasse nelle mani di Peditto, ad oggi l’orizzonte resta nebuloso e incerto. Domenica, infatti, la squadra (?) dovrebbe scendere in campo a Lamezia, contro la Vigor, per la Coppa Italia Serie D. Ma una squadra non c’è, per l’appunto. In caso di “sì” oggi, sarebbe una settimana frenetica, ma è altissima la probabilità che comunque la compagine non si presenti, perché mancano i tempi tecnici. Non benissimo. Tra tre settimane, infatti, c’è lo “start” in campionato. Le scadenze, quindi, incombono comunque. E, oltre a formare un undici, è necessario che la squadra si ritrovi, cerchi un’amalgama e cominci la preparazione. E’ veramente tutto, troppo in ritardo. Al di là di questo, non vengono nutrite grandi speranze sull’esito positivo odierno. Non per Peditto in sé, che parrebbe avere anche buone intenzioni, ma per i paletti imposti dal Tribunale. E aggiungiamo: giustamente, dopo quanto accaduto in questi mesi tra Sciotto e AAD.