Speziali: “condanne a destra, assoluzioni a sinistra. Serve ispezione ministero nel foro reggino”

Vincenzo Speziali, membro del Bureau Politique del PPE e dell'Internazionale Democristiana, interviene sulle condanne di Luigi Fedele, Gianni Nucera, Giovanni Biliardi e Alfonso Dattilo

Io cerco sempre di farmi una ragione, rispetto agli eventi, ponendo domande cognitive e inerenti ai fatti, tralasciando l’imponderabile, ovvero il caso, poiché, semmai e soprattutto credo in Dio e non ad altro. Epperò il caso, bussa sempre alle porte della nostra vita, benché poi, taluni tralasciano il fideismo, quindi, sempre più spesso, l’imponderabile lo è da padrone.

Ordunque, gioisco per la giusta assoluzione di amici quali esponenti del centrosinistra come Agazio Libero, Sandro Principe, Carletto Guccione e Sebi Romeo, eppure mi sfuggono le cause o le motivazioni, che hanno portato al pronunciamento giurisprudenziale a loro avverso, degli esponenti storici del centrodestra, quali Luigi Fedele, Gianni Nucera, Giovanni Biliardi e Alfonso Dattilo“. È quanto dichiarato da Vincenzo Speziali, membro del Bureau Politique del PPE e dell’Internazionale Democristiana, attraverso una nota stampa.

Questi ultimi, si sono visti rifilare una condanna a fronte delle spese presuntamente pazze dei fondi in capo ai Gruppi Consiliari Regionali, differentemente alle identiche ‘fumistiche’ accuse formulate, in egual misura, per i loro colleghi di centrosinistra.

Epperò, proprio qui cascherebbe l’asino piuttosto dell’elefante che vola, poiché se eguali sono stati gli eventuali reati perseguiti e per taluni sanzionati, non si capisce il motivo di discolpa per altri – a cui rinnovo le felicitazioni- e per qualche soggetto – guarda caso ascrivibile o assimilabile al centrodestra – cioè Fedele, Nucera, Dattilo e Bilardi, la soluzione è stata, l’implacabile condanna, per di più a meno di tre mesi dalla prescrizione.

Parliamoci chiaro: qui, in quel del Foro reggino, forse sarebbe il caso che il Ministro della Giustizia assumesse informazioni lecite attraverso l’ispezione dei funzionari (prevista dalla legge vigente) del di lui retto Dicastero, poiché ‘a pensar male si farà peccato, ma ci si azzecca quasi sempre’ (Giulio Andreotti, il quale se ne intendeva, eccome!)“, conclude Speziali.