“Scusateci se non prendiamo tangenti”: lo show di Cateno De Luca, difende le modalità delle donazioni a Sud chiama Nord

“Scusateci se non prendiamo tangenti”. Questo il messaggio sulla maglietta indossata da Cateno De Luca, che per un giorno ritorna il leader di Sud chiama Nord

“Scusateci se non prendiamo tangenti”. Questo il messaggio sulla maglietta indossata da Cateno De Luca, che per un giorno ritorna il leader di Sud chiama Nord, che poco fa ha aperto la conferenza stampa, al Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca a Messina, convocata per fare chiarezza sulle modalità delle donazioni delle “creature” del sindaco di Taormina, Sicilia Vera e Sud chiama Nord. Al tavolo della presidente, oltre a De Luca, l’ex grillina Laura Castelli, presidente di ScN, il sindaco Federico Basile, il deputato Francesco Gallo, il tesoriere Piero Picciolo, il coordinatore regionale di ScN Danilo Lo Giudice, il deputato regionale Giuseppe Lombardo.

Incontro aperto da Castelli

L’incontro è stato aperto dal Presidente di Sud chiama Nord Laura Castelli che ha illustrato una ricostruzione documentata degli articoli pubblicati negli ultimi giorni sulla stampa. “È evidente – ha sottolineato Castelli – che l’utilizzo ricorrente di certi vocaboli come “sistema” o “metodo” non è casuale. Si punta a creare una suggestione, un effetto psicologico nel lettore, per far apparire qualcosa di perfettamente legittimo come qualcosa di opaco o sospetto. È una tecnica comunicativa ben precisa, che nulla ha a che fare con il giornalismo d’inchiesta, e molto con la costruzione del pregiudizio“.

Le spiegazioni del tesoriere

È stato il tesoriere del partito, Pietro Picciolo, a illustrare nel dettaglio la documentazione relativa al finanziamento e ai contributi ricevuti da Sud chiama Nord e Sicilia Vera: dalla certificazione dei bilanci, regolarmente depositati e verificati secondo le disposizioni di legge, fino alla ricostruzione della storia delle anticipazioni personali effettuate da Cateno De Luca per sostenere le attività politiche e alle successive restituzioni, sempre tracciate e trasparenti.

Le parole di Basile

Il sindaco di Messina, Federico Basile, ha ricostruito la genesi politica della vicenda, evidenziando come “l’azione condotta dal neo consigliere provinciale Pietrafitta abbia innescato, nel giro di pochi giorni, una sequenza serrata di atti formali, tra interrogazioni e richieste di accesso agli atti”. Basile ha poi richiamato l’interrogazione parlamentare presentata dal Partito Democratico, definendola “un tentativo strumentale di delegittimare l’amministrazione, preferendo lo scontro pretestuoso al confronto serio sui contenuti e sulle scelte compiute nell’interesse della città”.

Le parole di Lo Giudice

Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale di ScN, con fermezza, ha illustrato la vicenda che ha coinvolto il deputato Calderone, sottolineando l’escalation di attacchi ricevuti. “È evidente che si stia cercando di mistificare la realtà. Ci siamo confrontati con i nostri legali per valutare i profili giuridici emersi dal 27 aprile ad oggi. Ma la verità è che non dobbiamo tutelare solo noi stessi: dobbiamo tutelare un’azione politico-amministrativa che portiamo avanti non per interesse personale, ma per Messina, per la provincia e per tutta la Sicilia. Nessuno potrà fermarci in questo percorso. Quello che abbiamo fatto per Messina e quello che stiamo facendo è sotto gli occhi di tutti. Cateno De Luca prima, e Federico Basile poi, hanno avviato una rivoluzione amministrativa che nessuno può smentire”, rimarca Lo Giudice.

“C’è chi ha deciso di sostenere il partito liberamente”

“Dal 2018 a oggi tra la Città Metropolitana, il Comune e le partecipate abbiamo avuto a che fare con oltre mille professionisti. Parliamo di avvocati, ingegneri, architetti, geologi, geometri ed altri. Oltre 500 imprese e oltre mille fornitori di beni e servizi fra consulenti e società. Sono stati sputtanati nomi alla Sherlock Holmes come se si stesse scoprendo l’acqua calda. Respingo tutto. C’è chi ha deciso di sostenere il partito liberamente. La libertà non ha prezzo”, è un fiume in piena Cateno De Luca.

“Perche accusare Rossana Carrubba?”

“Perché accusare il segretario generale Rossana Carrubba di essere di parte se ha voluto contribuire in queste occasioni pubbliche di raccolta per le raccolte fondi? Come si può arrivare ad affermare e sostenere che è un metodo? Qualcuno ha fatto presupporre che prendiamo tangenti. Assolutamente no”, puntualizza De Luca.

Il clima

“Non è la prima volta che vivo un clima simile. Ricordo ancora la prima domanda che mi fu posta dal Procuratore della Repubblica Vincenzo Barbaro, durante l’interrogatorio di garanzia il 2 luglio 2011, dopo il mio primo arresto del 27 giugno: ‘Perché non ha denunciato i consiglieri di minoranza del Comune di Fiumedinisi per il contenuto delle loro interrogazioni in merito al contratto di quartiere e alla realizzazione delle difese spondali?’. Una domanda che racconta molto più del processo stesso: racconta un certo modo di intendere il potere, di piegare la legalità a convenienza. Noi non abbiamo mai piegato la schiena, né allora né oggi. Continueremo a fare politica a testa alta, senza paura, perché abbiamo la coscienza pulita e la forza delle idee dalla nostra parte”, conclude De Luca.