Altro via libera (il secondo) dal Parlamento alla Riforma della Giustizia. Il Senato in Aula ha approvato il disegno di legge di revisione costituzionale sulla separazione delle carriere della magistratura, tra pm e giudici, con 106 voti favorevoli, 61 contrari e 11 astensioni. Tornerà alla Camera (dove era stato approvato il 16 gennaio scorso) per il terzo step e successivamente al Senato. “L’approvazione in seconda lettura al Senato della riforma costituzionale della giustizia, segna un passo importante verso un impegno che avevamo preso con gli italiani e che stiamo portando avanti con decisione. Il percorso non è ancora concluso, ma oggi confermiamo la nostra determinazione nel dare all’Italia un sistema giudiziario sempre più efficiente, equo e trasparente” scrive sui social il presidente del consiglio Giorgia Meloni.
Proteste in aula al momento del voto, con le opposizioni hanno mostrato cartelli contro la riforma. “La riforma costituzionale approvata oggi toglierà garanzie ai cittadini, questa è la nostra principale preoccupazione. Ed è chiaro che l’intento di questa riforma sia quello di avere una magistratura addomesticata e subalterna, che rinunci al proprio compito di controllo di legalità” afferma la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati, che aggiunge: “nel pieno rispetto del voto odierno e in attesa dei successivi passaggi parlamentari previsti dall’articolo 138 della Costituzione continueremo a intervenire nel dibattito pubblico per argomentare con convinzione e determinazione le ragioni della nostra contrarietà a questo disegno di legge. Lo faremo nei prossimi mesi e lo faremo fino al referendum”.
Siracusano: “il Governo oggi ha scritto una pagina di storia”
Entusiasmo da parte del Sottosegretario di Stato ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, che così si è espressa sui social. “Avanti con la riforma della Giustizia. Sono onorata di far parte del governo che oggi ha scritto una pagina di storia che dedichiamo al Presidente Silvio Berlusconi. Oggi abbiamo effettuato il secondo passaggio della riforma della separazione delle carriere. Dopo anni di battaglie finalmente carriere separate tra magistrati requirenti e giudicanti, il PM non deve aver nessun legame con il giudice che deve essere terzo ed imparziale per garantire un processo equo. E poi, sorteggio secco del CSM per evitare la deriva delle correnti e istituzione dell’Alta Corte disciplinare. Ora corriamo spediti verso i prossimi due passaggi parlamentari che saranno veloci perché non prevedono emendamenti”.
