“Io sono ancora qua…… e giá…… così cantava Vasco Rossi in una sua canzone. Il noto cantautore modenese sembrava interpretare quello che è un modo di dire tutto reggino, “simu ca”…. frase questa che incarna l’arrendevolezza a cui i reggini si abbandonano quando si scontrano con determinate condizioni che caratterizzano il tessuto socio-economico-amministrativo della nostra città”. E’ questo lo sfogo di un genitore della scuola primaria di Condera a Reggio Calabria.
“Probabilmente è la frase che i genitori dei bimbi che frequentano la scuola primaria di Condera esclamano ogni qual volta passano e osservano le condizioni dell’edificio scolastico dei propri figli. Lavori di riammodernamento e adeguamento sismico iniziati a gennaio e partiti di gran carriera, gli interventi di demolizione sono stati effettuati nei tempi corretti che queste operazioni prevedono. A cavallo delle vacanze di Pasqua, evidentemente a causa della resurrezione del consueto modus operandi dell’amministrazione comunale, i lavori si fermano, la ditta scompare come risucchiata dalla forza di gravità di un wormole, con il risultato che l’edificio resta sventrato, ridotto ad uno scheletro, deturpato dalla solita inefficienza dell’amministrazione comunale”.
“Chiaramente un ritardo di 3 mesi, a questo punto dei lavori, avrà un effetto onda sulla consegna dell’opera veramente impattante. Questo sarà causa di altri mesi di viaggi verso il plesso di San Sperato dove i piccoli studenti, ormai da un anno, svolgono le regolari attività didattiche, con tutte le ripercussioni del caso che ciò comporta. Forse l’amministrazione comunale dovrebbe comprendere che la scuola non è solo luogo di somministrazione di nozioni, ma un punto di riferimento e un centro di aggregazione sociale che, a queste condizioni logistiche, viene meno. Il Dirigente scolastico e tutto il corpo docente si sono sempre impegnati con dedizione nell’organizzazione di corsi pomeridiani che, come detto prima, svolgono duplice funzione, didattica e di aggregazione sociale, ma a queste condizioni molti genitori non riescono a far fronte al trasporto fino a San Sperato. Forse l’amministrazione comunale non ha ben compreso che in un periodo storico come questo contraddistinto da una forte desertificazione sociale, per i bambini e per le famiglie, la scuola inteso anche come luogo fisico, è un volano di aggregazione emotivo”.
“E quindi…..siamo ancora qua…. siamo qua ad assistere all’ennesimo scempio amministrativo che i vertici comunali stanno perpetrando, non ci interessa perché ciò sta accadendo, siamo stanchi di scuse che vanno dal ridicolo all’inverosimile che ormai suonano come prese in giro a carico di cittadini stanchi e, purtroppo, rassegnati a questo modo di operare. Lavori iniziati e mai terminati, ma in questo caso ne pagheranno le conseguenze dei bambini che chiedono solo ed unicamente di poter frequentare la scuola vicino casa. I bambini sono il futuro di questa città, ma è evidente che Reggio Calabria non è una città per giovani e l’amministrazione non perde occasione per farlo notare. Sempre nella stessa canzone Vasco canta che “l’anima si arrende alla malinconia”, ma noi e i nostri bimbi non ci arrenderemo alla malinconia della mala gestione di questa amministrazione”.
