“Compravendita di abitazioni: netta ripresa nel 1° trimestre 2025. Così recita Fisco Oggi, rivista online dell’Agenzia delle Entrate, e pertanto abbiamo voluto indagare a quale ripresa si riferisca l’Agenzia e su quale territorio della repubblica italiana dal momento che la nostra Associazione, l’UPPI, unione piccoli proprietari immobiliari, che tutela la proprietà immobiliare collegata ad altre prestigiose associazioni quali Confabitare e Federproprietà, non solo non individua nell’area metropolitana di Reggio Calabria tale entusiastica ripresa nella compravendita immobiliare ma addirittura registra una diminuzione del valore della stessa proprietà che da tempo non trova più né venditori né tantomeno acquirenti”. E’ quanto afferma Domenico Cuccio, presidente onorario UPPI area metropolitana di Reggio Calabria.
“E infatti da una attenta lettura della pubblicazione OMI, Osservatorio del mercato immobiliare, della Calabria pubblicato il 5 giugno u.s. per l’anno 2024 dalla Direzione provinciale di Reggio Calabria e più esattamente dall’Ufficio Provinciale del Territorio (responsabile l’arch. Diego Battaglia) oltre ad una esaustiva ricostruzione storica di come il mercato immobiliare si sia sviluppato nel capoluogo, Reggio Calabria, e nella sua area metropolitana grazie allo sviluppo costiero che avrebbe favorito iniziative turistiche, purtroppo ci evidenzia quotazioni nelle compravendite che sono paragonabili ai costi di ristrutturazione di un immobile”, puntualizza Cuccio.
Dati
“In pratica e per far comprendere di cosa parliamo il rapporto segnala compravendite nella nostra città con una media di € 792,00 per mq-. Certamente ci sono le zone più pregiate dove si perviene ad € 1.625 al mq , come nel caso del centro storico ivi compreso corso Garibaldi e il lungomare, e zone chiamiamole periferiche , se così si possa dire, dove si perviene ad € 853,00 al mq , come a Santa Caterina, o ad € 892,00, come a stadio sud e sbarre, per giungere a quotazioni molto basse tipo € 500,00 al mq in quartieri come Croce Valanidi mentre risalgono un tantinello in frazioni come Catona e Gallico per € 744,00 mq e Pellaro e Bocale per € 763,00 mq. Queste quotazioni non ravvisano certamente una ripresa ma una preoccupante svalutazione della proprietà immobiliare in quanto è notorio che il costo di edificazione si aggiri ormai sugli € 1000,00 mq in specie dal momento in cui la fallimentare politica dei superbonus in edilizia , con il paga tutto lo Stato e ti premia pure con un + 10%, ha creato un vertiginoso aumento delle materie prime per cui resta lontano il tempo in cui il costo di edificazione non superava gli € 750,00 mq”, spiega Cuccio.
Mercato locazioni
“Osservando poi il mercato delle locazioni la situazione appare ancora più tragica in quanto ancora nel 2024 possiamo senza ombra di smentita affermare che i canoni siano rimasti presso chè quelli pattuiti nel 2015 , dunque 10anni addietro, e cosa ancora più inquietante non vengono segnalati nè contratti nuovi ad uso residenziale, per intenderci quelli con durata anni 3+2 ai sensi art. 2, comma 3, legge 431/98, nè contratti transitori con durata da 1 a 18 mesi ai sensi art. 5, comma 1 stessa legge, nè tanto meno , ed è grave, contratti per studenti universitari con durata da 6 a 36 mesi ai sensi art. 5, commi 2 e 3 stessa legge nonostante la presenza di circa 10.000 allievi nella nostra Università mediterranea. Forse vorrà dire che gli allievi fuori sede viaggino tutti i giorni per evitare un sia pure modesto canone di affitto. Sono questi segni di ripresa?”, evidenzia Cuccio.
“Eutanasia mercato immobiliare”
Se poi in questa tragica atmosfera dovessimo considerare il pressing di FMI, Commissione Europea, OCSE ancorchè il governo aggiorni i dati catastali, nonostante l’autorevole ex PDC Mario Draghi abbia affermato alle ore 13,45 del 7 marzo 2022 su RAI 1, con riferimento ad eventuale aggiornamento dei dati catastali, che nessuno avrebbe più pagato tasse in questione per lo meno fino al 2027 ebbene il mercato immobiliare almeno in questa nostra povera città di Reggio Calabria si deve preparare ad una inevitabile eutanasia. Di chi la responsabilità ? Ebbene io non voglio cercare colpevoli perchè troppo facile è puntare l’indice contro l’amministrazione di turno però è anche evidente che nei 10 anni di amministrazione Falcomatà la città non si sia ammodernata come avrebbe dovuto e potuto essere una volta finita la squallida amministrazione dei 3 prefetti che, ricordo, non hanno mai voluto concedere un incontro alle nostre associazioni che tanto, in quel periodo, avrebbero potuto insegnare ai burocrati governativi”, rimarca Cuccio.
“Responsabilità di Falcomatà”
“Una nota che conferma la parziale responsabilità dell’amministrazione Falcomatà la si può estrarre dalla ambigua posizione del sindaco che contrariamente ad ogni logica di sviluppo del territorio , per il progresso e lo sviluppo industriale, commerciale, sociale, economico, della nostra Reggio, ultimamente peraltro ultima nella classifica redatta dal Sole 24 ore quanto a vivibilità in Italia su 108 capoluoghi e questo la dice lunga su eventuali responsabilità, ha stabilito di opporsi alla realizzazione della infrastruttura per l’attraversamento stabile dello stretto di Messina, il famosissimo Ponte, probabilmente allineandosi ai vertici della Sua parte politica, assolutamente contraria al Ponte e, di conseguenza, a mio parere non
rappresentando più tutta la città ma soltanto una modesta parte di essa che condivide la Sua contrarietà. Ora io mi chiedo se e quando inizieranno i lavori del Ponte, perchè prima o poi inizieranno, quanti posti di lavoro si creeranno e quanti immobili saranno richiesti per alloggiare la gran mole di operai e tecnici che
opereranno all’opera. Certo ci vuole lungimiranza e visione per amministrare ma non tutti ne sono dotati e questo determina la crisi di un mercato non solo immobiliare. Oggi è così ma domani chissà”, conclude Cuccio.

