Un lettore di StrettoWeb, Salvatore da Torino, è tornato – come tanti altri in queste settimane – a scrivere alla nostra redazione. La sua riflessione si è spostata sulle intenzioni di Bandecchi, cioè quelle di vendere la Reggina gratuitamente dopo averla riportata in Serie C. Di seguito la lettera inviata alla redazione, a cui segue una nostra riflessione in merito.
“Redazione buongiorno, sono sempre io Salvatore da Torino che scrive in merito agli ultimi sviluppi riguardanti la situazione della Reggina e vi chiedo, se riterrete opportuno, ulteriore spazio per spunti di riflessione sul vostro giornale. A mio modesto parere il Bandecchi in questa vicenda è partito con il classico “freno a mano tirato”, sicuramente per necessità non per scelta di percorso, ma è intuibile, così come da me scritto nella lettera precedente, che l’impegno per un anno o due giusto per la promozione in C (…..e poi?), avrebbe dato spunti diversi di riflessione, sia ritengo a numerosi tifosi che alla controparte societaria, vista l’esiguità della permanenza in sella alla Reggina del Bandecchi.
In questa direzione va il comunicato del legale della Società che richiede chiarimenti in termini di programma e durata dello stesso per un’eventuale vendita. In sostanza la società attuale esprime il seguente concetto: se tu Bandecchi ti candidi a rilevare la società per riportarla in C fra un anno con l’impegno limitato alla sola promozione e poi, parole di Bandecchi “faccio la mia valigetta e vado via”, perché io Ballarino non potrei fare altrettanto con nuovi acquisti mirati, considerato anche il fatto che lo scorso anno la promozione è sfuggita per un solo punto? Perché dovrei io Ballarino consegnare a te la società se questo traguardo posso benissimo raggiungerlo anch’io con lo stesso impegno? Come dicevo sopra “spunti di riflessione”. Grazie per l’ospitalità. Saluti”.
Secondo il tifoso, queste motivazioni (Bandecchi la vuole portare in C per poi venderla) avrebbero fatto riflettere Ballarino in merito al suo atteggiamento attendista. La realtà, però, è probabilmente un’altra: l’imprenditore catanese, al di là delle bugie raccontate ai tifosi da due anni, non ha mai avuto alcuna intenzione di vendere a nessuno. E continua a prendere tempo, a trovare alibi, ad arrampicarsi sugli specchi, a cercare scuse, a fare propaganda, a non rispondere (lo ha fatto in questo caso, a Bandecchi, tre giorni dopo, solo perché la PEC è stata resa pubblica).
Rispondiamo, inoltre, alla domanda posta dal lettore, dal momento che siamo noi i destinatari della lettera: “se tu Bandecchi ti candidi a rilevare la società per riportarla in C fra un anno con l’impegno limitato alla sola promozione e poi, parole di Bandecchi “faccio la mia valigetta e vado via”, perché io Ballarino non potrei fare altrettanto con nuovi acquisti mirati, considerato anche il fatto che lo scorso anno la promozione è sfuggita per un solo punto?”.
La risposta è semplice: perché io, Ballarino, non sono stato in grado, in due anni, di raggiungerla, quella Serie C, e ho dimostrato di avere delle difficoltà a farlo anche in futuro. Le premesse sul calciomercato attuale, d’altronde, ne sono lo specchio. Si continua a puntare su cavalli di ritorno che sanno di scommessa o incognita, gente che la Serie D non l’ha mai vinta, che viene da infortuni importanti o da poche presenze negli ultimi anni. Insomma, gli esempi Urso, Dall’Oglio o Rosseti non hanno insegnato nulla. La D così non si vince. Si vince coi Maggio, Baldan, Palermo, Terranova, quelli che stanno acquistando le varie Nissa e Scafatese.
Siamo sicuri, sicurissimi, certi, che Bandecchi di questi problemi non ne avrebbe. Lo dimostra la capacità economica e anche il recente passat nel calcio: un presidente che ha già vinto il campionato di Serie C, con ingenti investimenti, sarà sicuramente in grado di stravincere quello di Serie D.
