Lo abbiamo visto tra Ucraina e Russia, in Iran, a Gaza. Nella guerra moderna, ancor più rispetto ai conflitti del passato, la propaganda assume un ruolo ancor più di primo piano. Con l’informazione di massa, rapida e spesso complicata da verificare se rapportata alle tempistiche e alle quantità di notizie che esistono su un determinato argomento, il rischio di rilanciare fake news è parecchio alto. E se c’è chi prende un abbaglio in buona fede, e magari si adopera anche per una rettifica, c’è anche chi queste notizie false ha tutto l’interesse che continuino a circolare sembrando il più vere possibili.
È il caso di Osama al-Raqab, il ragazzino denutrito diventato il simbolo della propaganda pro-Pal che denuncia le condizioni tragiche della Striscia di Gaza. I media che appartengono alla stessa frangia hanno rilanciato la notizia mettendo in prima pagina la foto del ragazzino pelle e ossa attaccando Israele e chiunque sia dalla sua parte.
La storia del ragazzino però è ben diversa: Osama è affetto da fibrosi cistica, non si trova a Gaza ma è in cura in Italia e adesso le sue condizioni sono parecchio migliorate rispetto alla foto che circolava in passato.
Di questi dettagli, nei media pro-Pal non c’è traccia. La notizia è monca. È presente solo la parte che più fa comodo per attaccare la controparte. “Libero” e “Il Riformista”, come si può vedere dalla nostra gallery, hanno preso una posizione forte contro “Il Fatto Quotidiano” parlando di bufale e omissioni.
L’account X di Fratelli d’Italia ha spostato la condanna sul piano politico e puntando il dito contro Giuseppe Conte: “il bambino ritratto nel post pubblicato da Giuseppe Conte è in cura in Italia da tempo. Utilizzare la sua immagine per una campagna di disinformazione è inaccettabile. Ancora una volta, Conte dimostra di essere disposto a tutto pur di fare propaganda, anche a strumentalizzare il dolore e le vite altrui. Questa non è politica, è sciacallaggio“.
