In un’intervista rilasciata a Mario Barresi per La Sicilia, il vicepremier, Ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, Matteo Salvini, ha affrontato il tema del Ponte sullo Stretto alla luce dei tempi sempre più vicini all’avvio dei cantieri. Ecco l’intervista completa:
Ministro Salvini, ormai lei per antonomasia è l’Uomo del Ponte. Non s’è mai posto il dubbio che sarebbe stato meglio, a livello politico e mediatico, personalizzare la paternità dell’opera?
“Bado alla sostanza, e dopo decenni di chiacchiere ci stiamo avvicinando all’inizio dei lavori. L’accordo di programma annunciato conerma la straordinaria importanza di un’opera che perfino a livello internazionale riscuote interesse”.
Dopo l’accordo di programma c’è il passaggio decisivo: Cipess dovrebbe pronunciarsi a giorni. Ma ora c’è un’altra variabile. Considerare il Ponte un’opera strategica miliare è più una scorciatoia o una genialata?
“E’ un’opportunità. Ma mi piace ricordare che per la Sicilia abbiamo programmato investimenti a tutto campo superiori a 22 miliardi, con quasi 800 milioni solo per l’idrico, con ben 117 interventi previsti, e un miliardo e mezzo per le strade. Aggiungo un dato anche in Calabria, per parlare di concretezza: in trent’anni i governi nazionali hanno stanziato un miliardo per sistemare la Statale 106, noi ne abbiamo messi quattro in due anni e mezzo”.
A Caltanissetta inaugurerà un ponte. Che non è quello sullo Stretto ma l’ultima opera mancante per completare la “Strada degli Scrittori”: un cantiere infinito, che stavolta finisce davvero. Perchè oggi è cosi arduo realizzare un’infrastruttura in Italia e al Sud in particolare?
“Perchè per troppi anni è prevalsa la burocrazia e la logica dei no al buonsenso. In questi primi anni di governo stiamo invertendo la tendenza e proprio in Sicilia tocchiamo con mano il cambio di impostazione. Penso per esempio alla diga di Pietra Rossa che abbiamo ripreso in mano dopo decenni”.
Il presidente della Regione Schifani ha aperto un duro contenzioso con Anas, sono cadute anche alcune teste. Ora, al netto degl ingenti investimenti sbandierati, è legittimo che i siciliani chiedano più rispetto e attenzione?
“Non solo i siciliani, ma tutti gli italiani hanno il sacrosanto diritto di avere strade e infrastrutture efficienti e all’altezza. Anche per questo abbiamo rinnovato i vertici del gruppo Fs e di Anas. Non bisogna dimenticare che siamo di fronte a decenni di sisattenzione. Per questo siamo intervenuti e stiamo intervenendo per migliorare la situazione ovunque”.
A Catania parteciperà agli Stati generali degli amministratori della Lega. La base locale, sin dai tempi di Bossi, è lo zoccolo duro e il vivaio del partito. Pure in Sicilia è la stessa cosa? La classe dirigente è all’altezza della situazione?
“Siamo cresciuti molto negli ultimi anni e alcuni dei nostri dirigenti sono nella famiglia leghista da anni. Abbiamo 400 amministratori, in aumento, e siamo il primo gruppo consiliare a Messina. Per un partito così fortemente legato ai territori è fondamentale il radicamento e la base locale. La Lega è un partito nazionale a tutti gli effetti e in alcune zone della Sicilia otteniamo percentuali di consenso paragonabili alle nostre storiche roccaforti del Nord. Ne sono orgoglioso”.
Ha letto qualcosa sui guai giudiziari dei big siciliali di FdI?
“Ho seguito la vicenda, come ho seguito quella degli scandali urbanistici a Milano che coinvolgono il Pd”.
Lei è un iper-garantista, ma – al di là degli aspetti giudiziari – non ce n’è abbastanza per porre un freno, politico, all’uso “allegro” dei fondi regionali in Sicilia. Qaul è il suo giudizio sulla vicenda?
“Resto garantista anche perchè per anni sono stato imputato a Palermo per aver fermato gli sbarchi di clandestini”.
In questi giorni nel centrodestra tiene banco il puzzle sulle Regionali. Il tassello siciliano dovrà essere incastrato nel 2027, ma la Lega è fra gli alleati più fedeli a Schifani. Siete allineati e coperti per il bis?
“In sicilia stiamo governando bene e la Lega è da sempre garanzia di serietà e lealtà”.
Ipotetica del terzo tipo: se le cose, per qualsiasi ragione non dipendente dalla vostra volontà, nei prossimi due anni dovessero cambiare, la Lega sarebbe in grado di esprimere un candidato alla presidenza della Regione?
“Certamente si, ma siamo seri e leali con il centrodestra”.
