Bufera, in queste ore, dopo la nomina del giornalista reggino Giuseppe Malara a vicedirettore di genere dell’Approfondimento Rai. Attacco diretto e gravi accuse da parte del senatore siciliano Dolores Bevilacqua, giornalista siciliana ed esponente del Movimento 5 Stelle. “Bisogna immediatamente fare chiarezza all’interno della Rai – ha detto la grillina, che è anche componente della Commissione Vigilanza Rai – su uno dei nuovi vicedirettori dell’Approfondimento, Giuseppe Malara, la cui nomina sembra essere della peggiore fattispecie dell’amichettocrazia con buona pace della meritocrazia. Per questo a brevissimo presenterò un’interrogazione in commissione di Vigilanza Rai”. Nella nota, il senatore chiama in causa anche il senatore Maurizio Gasparri, il ministro Matteo Salvini, l’ex sindaco e presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti e l’avv. Paolo Romeo.
La solidarietà da Figec-Cisal
In risposta a questo, tante sono le attestazioni di stima da politica e istituzioni. Tra queste c’è pure quella di Figec-Cisal, la Federazione Italiana Giornalismo, Editoria e Comunicazione: “La ‘scoperta’ della partitocrazia – sottolinea la Giunta Esecutiva della Figec – avviene sempre a corrente alternata e, naturalmente, colpisce quelli che sono sospettati di pensarla diversamente. La solidarietà a Giuseppe Malara – precisa la Figec – è scontata e doverosa, così come censurabili sono le insinuazioni, del tutto gratuite, che nell’intento di delegittimare la professionalità del collega manifestano pregiudizi poco appropriati specie se espressi in sedi istituzionali”.
Il Dipartimento Unirai del sindacato Figec Cisal esprime “piena solidarietà a Giuseppe Malara, collega stimato e professionista di altissimo livello, che vanta una carriera pluridecennale all’interno della Rai, nelle più prestigiose testate giornalistiche dell’Azienda. È una figura che si è guadagnata sul campo, con serietà, competenza e dedizione, ogni incarico ricevuto”. Unirai afferma, tra l’altro, che “le dichiarazioni della senatrice Bevilacqua sono gravi, infondate e lesive. Per questa ragione stiamo valutando, con i nostri legali, ogni azione utile a tutelare l’onorabilità del collega e dell’intera categoria dei giornalisti del servizio pubblico”.
La risposta di Giuseppe Malara
C’è anche l’intervento dello stesso Malara, in risposta alle accuse: “sulle agenzie di oggi vedo il mio nome – scrive Giuseppe Malara – associato, tra gli altri, a quello di un condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, tale Paolo Romeo. Ad associarmi a questo personaggio è la senatrice del Movimento Cinquestelle, Dolores Bevilacqua. Tutto questo mi getta nello sconforto e mi fa riflettere molto su quanto la mia Azienda, la Rai che mi ha appena destinato alla mansione di vice direttore dell’Approfondimento giornalistico, sia sotto la lente d’ingrandimento di taluna politica”.
“Lo scrivo – sottolinea Malara – con forza e con veemenza. Io non conosco Paolo Romeo, so chi è per aver letto le cronache giudiziarie e per aver studiato per anni la storia della mia città, Reggio Calabria. Ma non ho mai incontrato questo signore, ex parlamentare eletto nel periodo della prima Repubblica. Aggiungo che vedere il mio nome accostato al suo mi turba e mi crea sconforto anche rispetto alla natura umana. Ma è possibile che ci sia chi può scrivere liberamente discredito su un professionista senza che ne paghi dazio?”.
“Mi interrogo – continua – sulla scorrettezza di persone che, fregiandosi, del titolo e delle garantigie di deputato o senatore, danno fiato alle trombe senza verificare la veridicità di quanto stanno affermando e senza considerare le conseguenze che causano”. Nella sua dura nota, il senatore M5S cita anche Gratteri: “Mentre su La 7 andranno in onda le lezioni di mafia del procuratore Gratteri, che è stato per questo attaccato da esponenti del governo, nella tv di Stato controllata in modo tentacolare dal governo Meloni, aleggiano queste ombre impressionanti” scrive. Non si fa attendere la risposta di Malara: “Nicola Gratteri mi fregio di essere tra i giornalisti che, negli anni, lo hanno intervistato più volte sia per la tv che in occasioni pubbliche in molte regioni d’Italia”.
“La giornalista siciliana cita anche il senatore Gasparri, il ministro Salvini e Giuseppe Scopelliti. Loro sì, persone che conosco e con le quali intrattengo rapporti, professionali, da molti anni. Ma la senatrice Bevilacqua dimentica di citare il curriculum di un giornalista che, a 18 anni ha lasciato la Calabria, che a 20 anni lavorava già in cronaca di Roma al quotidiano Il Tempo che, subito dopo, è passato per la gavetta degli uffici stampa e che, nel 2002, è approdato in Rai, da precario per ben 11 anni o 12 anni (chiedo scusa per la dimenticanza), che ha lavorato al Tg1 per un decennio, al Tg2 per 4 anni e che ha diretto la redazione programmi del Giornale Radio nel suo ultimo periodo di vita professionale. È per tutte queste ragioni – conclude la nota di Peppe Malara – che ho già dato mandato all’avvocato Diego Stanzione, del Foro di Roma, ex ufficiale dei Carabinieri, a querelare la senatrice Bevilacqua per diffamazione a mezzo stampa“.
