Giornata mondiale del cioccolato: mercato da 1,7 miliardi ma i volumi crollano del 5,8%

A trainare la crescita è il prezzo medio al chilo (+16,9%), mentre consumi e vendite a volume calano soprattutto al Sud. Barrette fondenti e acquisti d’impulso tra le poche eccezioni positive

“Ha raggiunto un fatturato di 1,7 miliardi di euro nell’ultimo anno mobile (+10,1%) il mercato del cioccolato in Italia ma la crescita non viene accompagnata da trend positivi a volume che, invece, segnano un -5,8% per un totale di 93 milioni di Kg venduti. Nel contesto è l’incremento sostanzioso del prezzo medio al Kg (18,33 euro, pari al +16,9%) a giocare un ruolo centrale sull’andamento delle vendite del prodotto”.

È quanto emerge da un’analisi di NielsenIq per ANSA in occasione della Giornata mondiale del cioccolato che si celebra il 7 luglio per ricordare l’introduzione del cioccolato dal Sud America in Europa nel 1550.. Lo studio di mercato, curato da Elena Pezzotti, Insight Analyst di Niq, registra che “lo stesso trend si riscontra anche analizzando le vendite per aree geografiche: sebbene, ad esempio, sia il Nord ovest della penisola, costituito da Liguria, Lombardia, Piemonte e Valle D’Aosta, a presentare un incremento a valore maggiore rispetto alle altre zone (+10,6%), lo stesso non si verifica per le vendite a volume (-4,2%). Il Sud Italia registra una perdita a volume ancor più corposa, “complice – spiegano gli analisti – una crescita di prezzo più consistente (18,34 euro medio al chilo, +19,2%). Nel dettaglio, analizzando i vari segmenti che contribuiscono alle vendite a valore, il report economico segnala tavolette e barrette di cioccolato (49,8%), praline e cioccolatini (22,3%), snack dolci a base di cioccolato (22,0%), ovetti pieni o ripieni (4,0%) e uova o sfere cave di cioccolato sotto i 31 grammi (1,7%).

Sono segnalate tra le categorie attenzionate alcune curiosità: in merito alle barrette di cioccolato sono quelle fondenti ad avere performance positive sia a volume (+1,4%) che a valore (+26,7%). A giocare a favore di praline e cioccolatini è invece l’acquisto per impulso (valore +4,0%; volume +1,9%), mentre per quanto riguarda gli snack, a sostenere le vendite, è l’assortimento che garantisce una perdita a volume più contenuta. In particolare è sottolineato che “questi ultimi prodotti sono particolarmente presenti nei carrelli dei nuclei famigliari a basso reddito con figli che mostrano un indice a valore pari a 146, su una media nazionale che va da 90 a 110. A prediligere le tavolette e barrette di cioccolato, praline e cioccolatini & gli ovetti pieni o ripieni sono invece i nuclei famigliari con un responsabile d’acquisto over 55, indipendentemente dal reddito.