Mettiamola così: se di mezzo non ci fossero stati questi mesi assurdi, la notizia sarebbe passata quasi in sordina. Anzi, senza quasi. In fondo, l’ok all’iscrizione a un campionato è pura normalità, è scontata. E invece oggi a Messina non c’è nulla di scontato, banale, normale. Gli organi di controllo avrebbero dato l’ok (nulla di ufficiale, ma dovrebbe essere arrivata comunicazione alla società, o a quel che resta) all’iscrizione presentata dall’ACR, risultata regolare per via dei pagamenti federali effettuati entro i termini previsti. E ora?
E ora si continua ad andare a tentativi, così come accaduto in questi mesi. Anzi, a dirla tutta, così come accade da anni, con la gestione Sciotto. Improvvisazione, istinto. I fatti li conosciamo bene: settimane fa il Tribunale ha dato l’ok a presentare un piano di rientro dei debiti, onde evitare il fallimento. Le scadenze sportive, però, si sa, non aspettano, e occorreva iscriversi entro il 10 luglio per poter mandare avanti anche l’altro aspetto. L’iscrizione c’è, i pagamenti sono stati effettuati, ora si lavorerà per il piano di rientro. Ma… tutto il resto?
Pur essendoci una società, è evidente che nei fatti non ci sia. Di tutte le ultime incombenze se n’è occupato il socio di minoranza Pietro Sciotto, mentre di AAD Invest continua a non esserci traccia (in fondo, non c’è mai stata). In queste settimane, dunque, si dovrà parallelamente lavorare a trovare qualche soggetto pronto a investire. Ma la domanda è sempre la stessa da mesi e su StrettoWeb la riproponiamo ininterrottamente: chi è disposto a rilevare una società in Serie D con dei debiti, con una partenza da -14 l’anno prossimo e con un organico da costruire (siamo già in ritardo)?
La Società Cooperativa si è detta disponibile a trovare degli investitori, anche mediando con Sciotto e l’imprenditoria locale, ma il problema non è andare alla ricerca, bensì convincere gli eventuali soggetti a sobbarcarsi questo pesantissimo accollo. Il futuro dell’ACR continua a rimanere incerto e per evitare il fallimento si sta continuando a prolungare un’agonia senza precedenti.
