ACR Messina: “ogni giorno è quello giusto”, ma il tempo stringe tra debiti, scadenze, interessi e “misteri”

Le ultime intorno all'ACR Messina: ormai si parla solo di extracampo, di aspetti commerciali e tributari. Ma intanto il campo...

La situazione intorno all’ACR Messina, a dispetto di quanto qualcuno voglia far credere, rimane complessa e in salita. C’è chi – qualcuno per amore, qualcun altro forse per interesse – continua ad alimentare delle speranze che, anche se si dovessero verificare, non regalano di certo un futuro roseo, almeno per quello che è lo stallo attuale. Perché si continua la narrazione secondo qui “ogni giorno è quello giusto”, “ogni settimana è quella decisiva”, ma il tempo continua a passare, le scadenze sono sempre quelle, il tempo stringe, una società difatti non esiste e neanche una squadra. Che, anche qualora dovesse nascere, partirebbe con un fardello di -14 dalla prossima Serie D.

I debiti

Per evitare il fallimento – o, per meglio dire, per allunga forse l’agonia (?) – i legali dell’ACR Messina hanno contrattato per un accordo finalizzato a un piano di rientro del debito. Una parte di questo debito era da legare alle mensilità arretrate della scorsa stagione, che il socio di minoranza Sciotto ha versato prima della scadenza utile all’iscrizione al prossimo campionato di Serie D. Un’altra emerge dal Dipartimento allo Sport del Comune, con una nota siglata dai dirigenti, i quali precisano nel dettaglio le cifre che l’ACR Messina deve al Comune:

  • “stagione 2024 /25 € 64.027,00 comunicato alla società con ultima nota prot. n. 171992 del 06/ 05 /25;
  • stagione 2023 /24 € 65.270,00 comunicato alla società con ultima nota prot. n. 118074 del 15/04/ 25, per un totale di € 129.297,00. E’ opportuno indicare, che esiste una situazione debitoria quantificata fino alla stagione 2022/23 con Delibera di G. C. n. 379 del 27/07/23, oltre un debito per spese di utenze per l ‘ utilizzo dello stadio Celeste quantificato nelle note prot. n. 147391 del 08/06/22 e prot. n . 281908 del 19/10/23. Per detta situazione debitoria è in corso una procedura giudiziaria”.

A questi vanno da aggiungere anche i debiti con i fornitori (400 mila euro circa), ad esempio, il cui obiettivo è provare ad abbatterli con gli strumenti permessi dallo Stato, sulla base dell’idea – poi però finita malissimo – della Reggina nel 2023.

Prima ancora che sul campo, il tempo stringe proprio per l’aspetto commerciale: il 10 agosto è la data ultima per il piano di rientro, un mese dopo invece si saprà la risposta dal Tribunale. In caso di esito positivo, la storia continuerà; altrimenti si scriverà la parola “fine”, ovvero il fallimento. In tutto ciò, però, a inizio settembre comincerà il campionato. Ad oggi, a circa un mese, senza una squadra, anche perché senza una società.

Gli interessamenti

Le piste rimangono le solite, anche se le vicende sembrano sempre avvolte nel “mistero”, tra “detto e non detto”, racconti parziali e a metà, dietrofront, silenzio sui nomi, riservatezza: Peditto, con cui continua il tira e molla; e il gruppo straniero su cui sta facendo da collante la Cooperativa. Soluzioni definite e chiare, però, non se ne vedono. Tutte le altre squadre hanno iniziato i propri ritiri, il Messina ancora non ha una società. Il rischio è che possa finire come la Reggina due anni fa, anche se allora una società sarebbe spuntata fuori – come poi accaduto – dopo la manifestazione d’interesse del Comune successiva al fallimento. Qui invece le trattative sono sempre tra privati. Lente, molto lente.