C’è un’Italia che affonda e un’altra che che domina. In una notte di contemporaneità sportive a tinte tricolori, il tennis ha fatto meglio del calcio. Non parliamo di share, anche perchè il calcio resta pur sempre lo sport più seguito in Italia, ma in passato un paragone del genere nemmeno poteva reggere per quanto fosse estremo anche solo al pensiero. Oggi, invece, mentre la Nazionale di calcio prende 3 schiaffi dalla Norvegia, Jannik Sinner batte Novak Djokovic e vola in semifinale al Roland Garros.
E sì, oggi, con grande probabilità, il vero simbolo dello sport azzurro non è più la Nazionale di calcio che sotto la guida di Spalletti sta solo collezionando figuracce, ma è un ragazzo altoatesino, timido e riservato, che con la racchetta fa magie. Si è parlato tanto di assenza di talenti generazionali nel gruppo azzurro (forse l’unico è Donnarumma), forse quei talenti si sono spostati in altri sport.
Sinner, senza ombra di dubbio, è un talento mai visto nel Bel Paese. A 23 anni è già il tennista più forte della storia italiana, ha vinto due Slam, le Finals ATP e due Coppe Davis. È il numero 1 al mondo dal 10 giugno 2024, ha vinto 19 titoli e ha il 77% di vittorie in carriera. Sei di esse sono arrivate contro Novak Djokovic, considerato da molti il GOAT del tennis, l’uomo dei record, il Re degli Slam, che fino alle Finals 2023 contro Sinner aveva un parziale di 5-1 con una sconfitta storica nel round robin del torneo dei Maestri, vendicata (purtroppo) in finale.
Dalla Davis dello stesso anno a oggi Djokovic non lo ha più battuto: 5 vittorie consecutive e storico ribaltato, Sinner è avanti 6-5 in carriera contro Djokovic. Chi lo avrebbe mai detto. L’età, sicuramente, avrà influito favorevolmente verso l’azzurro che però ci ha messo decisamente del suo. Perentoria la vittoria di questa sera 6-4 / 7-5 / 7-6 (7-3) dopo 3 ore e 17 minuti di match tirato e avvincente, contro un Djokovic che, anche a 38 anni, malvolentieri vuole lasciare le luci dei riflettori. Ma contro Sinner c’è poco da fare.
In finale affronterà Carlos Alcaraz, altro talento clamoroso che è pronto a raccogliere l’eredità di Nadal. La sfida tra i due amici/rivali è una di quelle generazionali: a Roma ha vinto lo spagnolo che, sul rosso, è favorito. Sinner l’anno scorso venne sconfitto in finale proprio da Alcaraz: chissà che sia la volta buona per la rivincita.


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