Le dichiarazioni rese questa mattina, durante la commissione controllo e garanzia del comune di Reggio Calabria, dal dott. Giuseppe Quartuccio, responsabile del comune dell’idrico sino al 2021, non sono andate giù al Prof. Simone Veronese, il quale, dopo un accesso agli atti, ha constatato alcune presunte anomalie sulla questione dei contatori. Veronese, infatti, ha scritto una lettera al presidente Massimo Ripepi per chiedere la riconvocazione del dirigente Quartuccio.
Lettera integrale
“Egregio Presidente,
Con la presente Le chiedo formalmente di riconvocare con urgenza in Commissione il Dirigente Quartuccio, a seguito delle dichiarazioni da lui rese nel corso della precedente seduta. In tale occasione, il Dirigente ha sostenuto che i contatori dell’acqua non sarebbero obbligatori, giustificando tale affermazione con il fatto che prima del 2023 i consumi sarebbero stati a carico del gestore, e che quindi non vi sarebbe obbligo di contabilizzazione dell’autoconsumo nei bilanci comunali. Tali affermazioni, prive di fondamento giuridico, sono gravi e inaccettabili in un contesto istituzionale come quello di una Commissione di Controllo, dove le dichiarazioni devono basarsi su fonti normative, e non su valutazioni personali o generiche.
Desidero ricordare, a tal proposito, che:
- La Legge n. 23/1996 impone l’obbligo di installare contatori dell’acqua in tutte le scuole pubbliche e private, con costi a carico degli enti locali;
- Il DPCM 4 marzo 1996 e il D.Lgs. 152/2006 prevedono l’obbligatorietà dei contatori individuali per ogni utenza, incluse le strutture pubbliche;
- Il principio di universalità e integrità del bilancio (art. 2 del D.Lgs. 118/2011) impone la registrazione di tutte le spese, anche interne, comprese quelle relative ai consumi idrici comunali;
La Corte dei conti ha più volte confermato che l’autoconsumo va rilevato e contabilizzato, senza alcuna deroga per gli enti gestori.
Supportato da due sentenze chiave:
Corte di Cassazione, sez. I Civile, Ordinanza n.19956 del 23/09/2020 che stabilisce che i consumi idrici degli istituti di istruzione scolastica sono a carico degli enti pubblici territoriali come previsto dalla L. n. 23 del 1996 ha disposto che gli enti locali debbano provvedere a realizzazione, fornitura e manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici. In dettaglio i Comuni, per quelli da destinare a sede di scuole materne, elementari e medie, e le Province per quelli da destinare a sede di istituti e scuole di istruzione secondaria superiore, compresi i licei artistici e gli istituti d’arte, conservatori di musica, accademie, istituti superiori per le industrie artistiche, nonché convitti e istituzioni educative statali
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 25794, del 16 ottobre 2018, ha respinto il ricorso di un Comune siciliano nei confronti di un contribuente; secondi i giudici di legittimità il Comune non può richiedere, per il servizio idrico integrato, un prezzo forfetario per l’erogazione dell’acqua. Quindi lo stesso comune in quanto gestori idrico fino al 2023 doveva auto contabilizzare a se stesso il consumo idrico in bilancio e dal 2023 a Sorical con dei dati certi per non far ricadere tali costi sui cittadini. Dati che non può avere perchè provo di contatori
In nessun punto la normativa prevede eccezioni per i Comuni che gestiscono direttamente il servizio idrico. Al contrario, la maggior parte dei Comuni italiani, pur essendo gestori diretti, rispettano la norma, installano i contatori e imputano correttamente l’autoconsumo nel proprio bilancio.
È quindi doveroso che il Dirigente Quartuccio, se intende sostenere una posizione differente, porti in Commissione riferimenti precisi a norme di legge, circolari del MEF o pronunce della Corte dei conti. In mancanza di ciò, le sue dichiarazioni non possono che essere considerate infondate e inappropriate, se non vere e proprie “dichiarazioni da bar” del tutto fuori luogo in un organo di vigilanza istituzionale.
In qualità di cittadino e docente, il sottoscritto non muove accuse pretestuose né formula opinioni generiche, ma si limita a richiamare norme vigenti, documenti ufficiali , orientamenti consolidati della Corte dei conti e sentenze . È su questi elementi oggettivi e verificabili che poggia ogni osservazione formulata in questa sede.
Non si tratta quindi di “chiacchiere” o valutazioni personali, ma di precisi riferimenti legislativi e giurisprudenziali, che ogni dirigente pubblico – tanto più se chiamato a rendere dichiarazioni in un organo di controllo – ha il dovere di conoscere e rispettare.
Al contrario, dichiarazioni prive di riscontro normativo rischiano non solo di fuorviare i lavori della Commissione, ma anche di configurare responsabilità amministrative laddove si ignorano o si travisano obblighi di legge .
Per queste ragioni, ritengo imprescindibile una nuova audizione chiarificatrice, affinché si ristabilisca una corretta base normativa nella discussione e si accertino eventuali responsabilità nella gestione delle utenze e dei bilanci pubblici.
RingraziandoLa per l’attenzione e la sensibilità che sempre dimostra in questi ambiti, resto a disposizione per eventuali approfondimenti”.
Prof. Simone Veronese
