L’annuncio: “il Seminario di Reggio Calabria smetterà la sua funzione, sarà smantellato. Atto di prepotenza, siamo stati boicottati”

Il Comitato a difesa del Seminario riprende l'annuncio di don Simone Gatto: "la struttura di Via Pio XI a Reggio Calabria cesserà di essere tale"

“Da settembre il Seminario di Reggio Calabria cesserà di essere tale. Smetterà la Sua funzione. Anche il biennio filosofico, precedentemente annunciato dall’Arcivescovo, sarà trasferito a Catanzaro e tutta la formazione dei futuri presbiteri sarà fatta all’Istituto Teologico di Catanzaro. Al Seminario di Reggio provvisoriamente rimarranno 4 seminaristi del biennio, ma la struttura – pur continuando a ospitare attività ecclesiali e culturali – da settembre prossimo non sarà più Seminario”.

Così in una nota il Comitato a difesa del Seminario, il quale riferisce che l’annuncio di cessazione è stato “comunicato dal Rettore del ‘Pio XI’, don Simone Gatto, al termine della Celebrazione Eucaristica di lunedì 16 giugno. A niente è servito il lavoro di tanti cittadini riuniti in Comitato per difendere la struttura, un bene preziosissimo per la città per il suo valore storico e culturale. Il più antico Seminario della Calabria oggi viene smantellato. Non possiamo che manifestare la nostra grande delusione per questa che riteniamo non solo una grande ingiustizia ma un atto di prepotenza e sopraffazione nei confronti di Reggio Calabria. Alla città diciamo di avercela messa tutta. Abbiamo lavorato con dedizione, amore ed impegno. Non è servito a niente e alla fine siamo stati anche boicottati”.

“Purtroppo è mancato il sostegno della Chiesa reggina stessa, dalle sue associazioni che con servilismo e ipocrisia hanno rinunciato a questa battaglia. Difendere il proprio Seminario era un obbligo di tutti ma ciascuno ha ritenuto di doversi occupare dei fatti propri, mentre noi ci abbiamo messo la faccia. A nulla sono servite più di 1.500 adesioni di cittadini. Il Comitato ha richiesto un incontro all’Arcivescovo, tramite la sua segreteria, ma non abbiamo ricevuto ancora risposta alcuna. Possiamo solo dire: ci dispiace”, si chiude la nota.