Roma, manifestazione “Stop ReArm Europe”: bruciate bandiere UE e Israele

A Roma la manifestazione "Stop ReArm Europe": secondo gli organizzatori, in 50.000 in piazza. Bruciate bandiere UE e Israele

Sono partiti nel pomeriggio odierno, da piazzale Ostiense, a Roma, i manifestanti che prendono parte alla mobilitazione nazionale “Stop ReArm Europe – No a guerra, riarmo, genocidio, autoritarismo” organizzata in occasione del vertice Nato a L’Aja, in cui i governi europei discuteranno il piano di riarmo da 800 miliardi di euro. In piazza sventolano tante bandiere della pace, della Palestina e di Rifondazione Comunista. Sugli stendardi esposti si legge ‘Stop alla guerra genocida in Palestina’, ‘Al fianco dei popoli contro Netanyahu e Trump’ e ‘La pace dipende anche da te’.

Tra i promotori italiani della Campagna europea ‘Stop Rearm Europe’, Arci, Ferma il Riarmo (Sbilanciamoci, Rete Italiana Pace e Disarmo, Fondazione Perugia Assisi, Greenpeace Italia), Attac e Transform Italia. Alla mobilitazione hanno aderito oltre 400 sigle. In piazza, secondo gli organizzatori, ci sarebbero 50.000 persone. Attesa la presenza di Giuseppe Conte, del duo Bonelli-Fratoianni, ma non Elly Schlein attesa insieme a Peppe Provenzano al congresso dei Verdi e socialisti europei in Olanda.

Durante il corteo sono state bruciate alcune bandiere di Israele, della Nato e dell’Unione Europea. “A fuoco i simboli dell’oppressione“, hanno gridato i manifestanti.

Conte: “riarmo è follia, la gente dice no”

Questa piazza ha un precedente: il 5 aprile centomila persone che hanno detto no al riarmo e lo riaffermano ancora oggi. C’è un popolo, la stragrande maggioranza, che dice che questa corsa al riarmo è folle, ed è folle contribuire alla escalation militare mentre invece si tagliano fondi al welfare, al modello sociale europeo che abbiamo costruito faticosamente per tanti anni, alla sanità, all’istruzione, agli asili nido e a quello che serve ai cittadini. La folle corsa al riarmo è solo un’illusoria prospettiva di sicurezza ma genererà sempre maggiore insicurezza“. Così il leader M5S, Giuseppe Conte. “Questo è un passaggio per noi importante, una testimonianza ulteriore con tutto il popolo che dice no al riarmo. Ma ci ritroveremo anche in un altro passaggio, il 24 giugno a L’Aia: ho lanciato un appello a tutte le forze politiche europee che condividono questa nostra valutazione di folle corsa al riarmo e all’escalation militare. Creeremo con gli altri leader delle forze europee che condividono questa nostra visione un confronto permanente, una rete per contrastare sul piano politico europeo e internazionale questa corsa al riarmo“.

Bonelli: “inaccettabile morire per un pugno di farina”

Angelo Bonelli, portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, ha dichiarato: “l’orrore di chi viene ucciso per un pugno di farina come avviene a Gaza è inaccettabile, come lo è il fatto che l’Europa sanzioni la Russia ma non Israele. Ieri Giorgia Meloni ha umiliato l’Italia perché Nethanyahu e Trump le hanno detto di non andare a Ginevra. Ma l’Italia non può essere vassalla. Bisogna disarmare, continuiamo questa battaglia nel nome anche del popolo che a Gaza ogni giorno viene sterminato“.