“Penso che il progresso tecnologico stia avanzando in maniera esponenziale. È difficile stare dietro e metabolizzare i cambiamenti che avvengono giorno dopo giorno. I ragazzi crescono vivendo una vita virtuale e vanno in confusione con la vita vera. Probabilmente tra qualche decennio si avrà maggiore consapevolezza e ci si adatterà al cambiamento, oggi però, e I fatti di cronaca ce lo dimostrano la confusione regna sovrana, ma già vent’anni addietro o poco più i sintomi di questo disagio erano chiari”. Lo afferma in una nota Paolo Praticò, Psicologo e già Garante Metropolitano dei detenuti di Reggio Calabria.
“Ricordo un episodio in cui il “branco” stuprò e uccise una ragazzina, tra gli assassini tutti minorenni, venne fermato e portato in questura uno di quattordici anni e raccontò al maresciallo come si erano svolti i fatti. Dopo aver parlato chiese al poliziotto: “ora posso tornare a casa?” Come se bastasse fare un clik con il mouse per resettare tutto. E da allora ma anche da prima e ancora non si sa per quanto, gli adulti si riuniscono in assemblea permanente, le televisioni e i giornali pubblicano il parere degli esperti e di persone comuni ed ognuno di loro esprime il parere per risolvere il problema, si organizzano fiaccolata, per sensibilizzare non so chi. Poi passano i giorni e il clamore mediatico si attenua, per poi riprendere forza al prossimo feroce episodio”.
