La riflessione sulla minestra riscaldata in ordine alla questione della politica camaleontica attuata dai vari Marino, Neri, Anghelone a Cardia, oggi Zimbalatti e ieri ancora tanti altri, che pone il Direttore Gaeta, su Gazzetta del Sud, merita adeguata riflessione seppur sul presupposto che ognuno sia libero in Politica di fare i passi che ritiene, salvo fare i conti con la propria credibilità umana e non solo politica. “Politicamente”, ogni riflessione non può prescindere dalla definitiva conclamazione del fallimento della partitocrazia, già suggellato dalle batoste elettorali del centro destra in tutte le competizioni amministrative reggine ormai da molti lustri”. E’ quanto afferma in una nota Luigi Tuccio del Polo Civico per Lamberti Sindaco.
“E’, dunque, evidente il problema di tutta la inadeguatezza della classe dirigente della coalizione, “degnamente” rappresentata dalla mediocrazia imperante nell’Aula Battaglia e che ha sancito il torpore politico di una città che resta a guardare ed aspettare come Godot l’arrivo del nuovo leader candidato Sindaco…”
“Raschiare il barile della vecchia politica, tentando di sottrarre il consenso tra coalizioni opposte, tramite la transumanza, significa avere una visione della Politica del tutto distorta ed unicamente finalizzata alla logica numerica in luogo della proposta politica, fondata sui temi valoriali e su una idea di città conclamata tra i consiglieri comunali che, invece, passando da una sponda all’altra, dovrebbero quanto meno avere la compiacenza di spiegarne le ragioni ai propri elettori, da cui avevano ricevuto mandato in campagna elettorale. Oggi tradito”.
“Non è certamente di questo che la città ha bisogno, quanto la formazione di una nuova classe dirigente e la capacità di aggregazione di una nuova comunità umana, che affondi le radici sulla storia magnogreca che ci accomuna, nel conclamato riconoscimento culturale mediterraneo che non solo entri in consiglio comunale ma che presenzi e participi al dibattito culturale cittadino, ricostituendo la buona borghesia culturale cittadina, fondata sui valori della cultura e della legalità”.
“Il recupero della centralità della politica, abiurando logiche transumanti, si pone quale unico strumento di contrasto dei sentimenti di antipolitica, quotidianamente alimentati non solo dai pessimi risultati amministrativi, ma soprattutto da demagogici specchietti per allodole che non incantano più neanche gli allocchi…”
“La politica deve tornare ad essere luogo di confronto per la crescita sociale e non strumento di rivalsa sociale e realizzazione economica, ai quali tutti possono legittimamente accedere ma attraverso lo strumento della qualificazione professionale e dell’approfondimento culturale e professionale. Ed allora dal richiamo del “romanticismo”, posto da Gaeta, passando al “rinascimento” di latelliana memoria, si pone il Nuovo Umanesimo Mediterraneo quale proposta culturale per la nostra città”.
