La nota pagina facebook Strait of Messina Bridge dell’Ingegnere Giuseppe Palamara, ha pubblicato due brillanti post sul Ponte sullo Stretto che riportiamo di seguito: “I COMUNISTI COL ROLEX. Sono quelli delle villette di Torre Faro che forse dimenticano che l’esproprio per pubblica utilità esiste dalla notte dei tempi. Allorquando male minore per pochi non può fermare un bene inestimabile per tutti. FERMARE LE RUSPE SI PUÒ? La risposta è semplice: no. Lo Stato prevede di iniziare le demolizioni il 14/05/2025 (vedi cronoprogramma pubblicato nella tavola GERW0327 lo scorso 14 settembre e qui in screen). Basta conoscere il testo unico sull’esproprio. L’esproprio per pubblica utilità esiste dalla notte dei tempi e gli avvocati degli espropriandi, che vi ricordo sono proprietari di ville in alcuni casi non del tutto cristalline e nel 57% dei casi seconde case, quindi non è certo povera gente, possono al limite opporsi alla cessione volontaria che gli darebbe diritto al 15% in più del già lauto compenso previsto dalle tabelle OMI (osservatorio mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate) e all’immediato bonus fino a 40.000 € previsto per spese di trasloco. In caso di rifiuto indennità e quindi di causa, le somme verranno depositate e una volta che il TAR si sarà pronunziato sulla causa per l’indennità (si parla di anni), potranno riscuoterle all’agenzia delle entrate”.
“TRE… CASSONI SEPARATI. L’impalcato di terza generazione più copiato nel mondo e denominato MESSINA TYPE, dal profilo scatolare alare, che dunque come le ali di un aereo permette una totale stabilità al vento ed è costituito da tre cassoni separati che appunto includono le due corsie stradali e quella centrale riservata ai treni, mi ha dato l’idea per associare tale nome ai no ponte. Costoro lo sanno che è stata inventata la ruota, che è stato scoperto il fuoco e non sono più costretti a mangiare carne cruda? Eppure sono dei moderni neoluddisti che si oppongono al progresso”.
