Nino Ballarino saluta tutti: il maestro, patron della Reggina, va in pensione

Il patron della Reggina Nino Ballarino - maestro di scuola elementare - saluta tutti e va in pensione. StrettoWeb lo aveva scritto a febbraio

Con un post sui social, il patron della Reggina Nino Ballarino – maestro di scuola elementare – saluta tutti. Il motivo? Va in pensione. StrettoWeb lo aveva scritto diversi mesi, ma si era beccato una minaccia di querela (rimasta tale) con richiesta di 100 mila euro di danni. Ancora oggi non si è capito perché. La notizia era quella, era vera e infatti ora è lui stesso a ufficializzarla. “Care colleghe, cari colleghi, dirigenti, alunni, genitori, amici di sempre, oggi è un giorno davvero speciale per me. Non solo perché segna la fine di una lunga carriera, ma perché mi offre l’occasione di fermarmi un attimo… e guardare indietro con gratitudine” si legge.

“Gratitudine per il cammino fatto insieme. Per le sfide affrontate. Per le persone straordinarie che hanno condiviso con me questa splendida avventura chiamata scuola. Questa scuola è cresciuta con noi. Da Circolo Didattico è diventata un Istituto Comprensivo, integrando realtà diverse, unendo i nostri paesi, aprendosi a nuovi orizzonti. È stato un percorso ricco di trasformazioni – non sempre facile – ma sempre animato da una volontà comune: offrire il meglio ai nostri alunni. Ricordo con emozione i primi progetti, le discussioni accese su chi dovesse portarli avanti, le fatiche, le incomprensioni…Ma ricordo anche la passione, l’energia, l’entusiasmo”.

“L’obiettivo era sempre uno solo: crescere. Fare di più. Fare meglio. Tra i tanti progetti, porto nel cuore “Lucignolo”, guidato con competenza e cuore da Angela Grassia, e “Il Gabbiano Jonathan”, guidato con passione e dedizione dal mio amico di sempre, Alfio Paglia. Un progetto che ha coinvolto alunni, genitori, docenti, trasformando la scuola in un vero laboratorio di partecipazione. Quei momenti di entusiasmo, di lavoro condiviso, di vera comunità… sono tra i più belli che porterò con me. In un giorno come questo, non posso non ricordare con commozione due colleghi che oggi non ci sono più, ma che hanno lasciato un segno profondo nella nostra storia:

  • Il professore Santo Granata, per la sua bontà d’animo, la sua discrezione, la sua umanità.
  • La maestra Fina Pappalardo, per la sua forza, la sua determinazione, il suo impegno instancabile.

Oggi li sentiamo vicini. Sono con noi, ci guardano da lassù. E so che sarebbero orgogliosi del cammino che tutti insieme abbiamo fatto. Ora permettetemi un ringraziamento speciale. Dal cuore. A voi, miei amici e colleghi storici di Carrubbo. Compagni di un lungo viaggio fatto di lavoro, sì… ma anche di sorrisi, confidenze, solidarietà, stima reciproca. Voglio citarvi uno per uno, perché ognuno di voi ha lasciato qualcosa di bello nella mia vita: Sara Vitale, Teresa Puleo, Salvatrice Pistorio, Bianca Giarrizzo, Teresa Molinaro, Angela Timpanaro, Maria Grazia Pesce, Filippo Arena, Pippo Ponzio, Angelo La Motta, Angela Grassia, Silvana Gulisano, Michela Tricomi e Alfio Paglia.

Siete stati molto più che colleghi. Siete stati famiglia. E questo legame rimarrà… per sempre. Grazie anche a tutti voi: colleghi delle altre sedi, dirigenti, personale ATA, famiglie. E soprattutto: agli alunni. Perché loro sono sempre stati il vero senso di tutto il nostro impegno. Ora lascio il mio posto. Ma porto con me un bagaglio pieno di affetto, di esperienze, di volti e di ricordi. La scuola cambia, le persone passano… ma ciò che si costruisce insieme resta. Grazie a tutti. Vi porto con me. Con affetto e riconoscenza”.