Bonazzoli: “alla Reggina gli anni più belli, ma quella ruota bucata… Vi racconto i gol a Lazio e Atalanta. E c’è un rimpianto…”

Emiliano Bonazzoli si racconta in una intervista alla Gazzetta dello Sport in cui parla soprattutto di Reggina, maglia con cui ha vissuto i suoi anni più belli

Parma, Sampdoria, la Nazionale, la chiamata del Milan, eppure i ricordi più belli Emiliano Bonazzoli li ha con la Reggina. Sullo Stretto ha segnato il gol più bello della sua carriera, nonché uno dei più importanti per la storia del club. Ha segnato tanto in Serie A e B e oggi, a distanza di anni, è ancora ricordato con affetto. E’ quanto ha confermato in un’intervista di oggi alla Gazzetta dello Sport: “Il 15 novembre 2006 ho debuttato in Nazionale a 27 anni, ma a 14 facevo il fabbro per portare a casa qualche soldo. Mi ritirai da scuola in prima superiore perché non riuscivo a conciliare la scuola e gli allenamenti. Giocavo nelle giovanili del Brescia. Da Asola, il mio paese, erano cento chilometri al giorno tra andata e ritorno, così mollai i libri. Per diversi mesi ho lavorato”, ha affermato.

La chiamavano bomber di provincia: gli anni più belli a Reggio Calabria, no?

“Magnifici. Il bello è che iniziò tutto con una ruota bucata. Io e Aimo Diana partimmo da Milano per andare all’aeroporto e firmare in sede, ma ci scoppiò uno pneumatico e restammo a piedi. Il carro attrezzi arrivò dopo ore. ‘Se inizia così facciamoci il segno della croce’, gli dissi”.

E invece segnò al debutto, contro la Lazio.

“Contro Stam e Couto, due colossi. Contro la Lazio anche il gol più bello della mia carriera: un destro al volo da posizione defilata, simile a quello di Van Basten contro l’Unione Sovietica nel 1988. La Gazzetta fece un titolo storico che conservo ancora oggi: ‘Bon Basten’. Con il 47 di piede mi è sempre venuto facile calciare al volo. E Mazzarri provava lo schema”.

Il gol più importante, però, fu un altro.

“Ogni 2 giugno i reggini mi scrivono dozzine di messaggi. Da giocatore cresciuto nel Brescia, segnare all’Atalanta nello spareggio per restare in Serie A fu un grande orgoglio. Lo ricorderò per tutta la vita, così come la pioggia che fece slittare la partita di un giorno. Una tensione mai vista”.

Un rimpianto?

“Mi sarebbe piaciuto tornare in Serie A con la Reggina. Nel 2010-11 Foti allestì una squadra molto forte, ma ci fermammo ai playoff. Per il resto, rifarei tutte le scelte che ho fatto”.

Un treno mancato per poco?

“Il Milan. Mi cercarono nel 2007, ma restai alla Samp”.