ACR, Sant’Agata (Messina 1947) e Messana. Una sola, due o tutte e tre? Chi lo sa. Ad oggi è tutto in piedi, tra rumors, indiscrezioni, vere e proprie bombe, dichiarazioni, reazioni, polemiche, mosse a sorpresa. La realtà è che – alla fine – si stanno muovendo più o meno tutte sotto traccia, al netto del botta e risposta al veleno tra i legali dell’ACR e la Cooperativa sul marchio. A proposito di ACR, l’ultima news clamorosa è quella legata a Sciotto, che avrebbe chiesto la concessione dello stadio al Comune per un’eventuale iscrizione in Serie D. Notizia che ha sollevato un enorme mare di polemiche, e non solo tra i tifosi, bensì anche nella politica cittadina, arrivando ad essere dibattuta anche in Consiglio Comunale. Altri rumors riferiscono però che dal Comune abbiano negato sull’effettiva richiesta di Sciotto. A detta loro, insomma, non sarebbe arrivato niente.
La situazione ACR Messina, tuttavia, seppur assurda e complessa, rimane in piedi. Difficile, quasi impossibile, ma il club è ancora in vita ed è sempre legato al piano di rientro che il Tribunale ha concesso, la cui scadenza però stride con quella più urgente del 10 luglio, legata all’iscrizione in Serie D. Sullo sfondo, poi, sempre Messana e Sant’Agata. Entrambe si muovono sotto traccia, anche se la prima rimane “fredda” sul cambio nome, già ratificato invece dalla seconda, che diventa “Messina 1947”. Quest’ultima si muove in silenzio, ha già definito il ritiro (Zafferana Etnea nella prima decade di agosto), ha già scelto la sede e rimane solo in attesa di capire se il Comune – sempre lui – le concederà il diritto a giocare al “Franco Scoglio”. Perché in questo caso, sì, non è un rumors, è realtà. La società di Sosa ha chiesto la concessione dell’impianto per poter chiedere il ripescaggio in Serie D, altrimenti impossibile.
La risposta non è ancora arrivata, il club rimane in attesa ma tuttavia continua a muoversi a prescindere da cosa accadrà e a prescindere dalla categoria. Alla nuova Messina 1947 non importa cosa ne sarà della Messana e quale sarà il futuro dell’ACR: l’unico dubbio è sulla categoria. E’ evidente, lo avrete capito, che molto è nelle mani del Comune. Ha assecondato per anni Sciotto e per qualche mese Cissè, non vigilando a dovere. Ora dovrà decidere che fare sul futuro. Il progetto della Messana potrebbe essere quello – ad oggi – su cui l’Amministrazione crede di più? Anche su questo filtrano sensazioni e rumors, come quello secondo cui un imprenditore ligure sarebbe pronto a entrare in società. Uno stimolo, per Basile, per pensare a questa soluzione? Una decisione dovrà prenderla. E siamo sicuri che potrebbe orientare, almeno inizialmente, l’umore di una piazza per l’ennesima volta confusa, disorientata e anche incazzata. Anche se alla fine, come sempre, potrebbero contare i fatti, i risultati e la fiducia.
