Oggi, martedì 10 giugno, l’ACR Messina si siede in tribunale per l’udienza pre-fallimentare. Ampiamente annunciata, arriva in seguito a settimane di interrogazioni nei confronti dei protagonisti del disastro societario. Disastro cominciato, difatti e indirettamente, già da un anno, da quando – a luglio 2024 – StrettoWeb scriveva di una situazione grave ma non seria, con gli occhi puntati dalla FIGC verso un possibile fallimento. Poi, si sa, la storia è nota: le trattative con AAD Invest Group e il passaggio ufficiale di quote a inizio anno, il 2 gennaio per la precisione. E così nuovo DS, tanti calciatori, qualche risultato importante e la prima scadenza bucata, a cui ha fatto seguito la seconda, fino al silenzio tombale di un club senza scheletro, con Alaimo figura di rappresentanza e Doudou Cissé presente a Messina soltanto una volta.
Cosa è successo in questi mesi? Perché le scadenze non sono state rispettate? Perché il passaggio di quote da parte di Sciotto a una società che poco prima aveva fatto fallire il Deinze in Belgio? Perché la cessione all’AAD Invest nonostante i contatti con società e imprenditori di altra caratura e con altri progetti, sempre nello stesso periodo? Anche di questo si è parlato nel corso delle interrogazioni che hanno poi portato alla giornata odierna, con l’udienza. Udienza che nasce in seguito alla ipotesi di truffa avanzata dalla Procura in merito allo stato patrimoniale del club.
Cosa può succedere oggi? La Procura, si sa, ha chiesto la liquidazione giudiziale (o fallimento), e il Giudice dovrà valutare se dichiararlo e se farlo da subito. Se l’amministratore del club (oggi Alaimo) presenta una memoria difensiva, il Giudice la valuta e con esso valuta la strada del fallimento o meno. Se nessuno si presenta all’udienza, si va verso la procedura di fallimento. Oppure si potrebbe “prendere tempo” attraverso l’ipotesi di un concordato, dichiarando però l’impegno a saldare e rispettare determinati pagamenti. Scenario, quest’ultimo, abbastanza difficile, considerando le numerose promesse disattese da Alaimo e Cissé in questi mesi.
