Mai stupirsi. Di nulla. Nella vicenda ACR Messina la parola “fine” sembra non esistere. Il club è in fin di vita da tempo, un morto che cammina, anzi neanche. E’ in stato comatoso, tenuto forzatamente in vita dalle norme e da chi ancora ha intenzione di giocare, nel vero senso della parola. L’ultima assurdità proviene da una richiesta di Pietro Sciotto – sì, proprio lui – fatta al Comune: ha richiesto l’utilizzo dello stadio “Franco Scoglio” con l’obiettivo di iscrivere il club in Serie D, club di cui detiene il 20% delle quote.
Un’assurdità, l’ennesima. L’ambiente è ovviamente in guerra, la città e la tifoseria non lo vogliono e non vogliono neanche più sentire pronunciare quel nome. Preferirebbero un nuovo progetto dall’Eccellenza, o comunque un nuovo titolo sportivo con richiesta di ripescaggio in D, pur di non rivedere tra i piedi l’ex presidente. Ad esporsi in tal senso è anche un esponente del Consiglio Comunale messinese, il vice presidente supplente Giandomenico La Fauci.
“L’ennesima richiesta dell’ACR Messina per l’utilizzo dello stadio Franco Scoglio è inaccettabile” ha esordito. “Una società che deve al Comune svariate migliaia di euro per le passate stagioni non può pretendere di continuare a utilizzare il nostro impianto sportivo più importante come se nulla fosse. I numeri sono chiari: la società risulta largamente inadempiente verso il Comune per le passate stagioni. Parliamo di una società che non ha mai saldato integralmente i propri debiti e chiede nuovamente l’utilizzo di un bene pubblico senza aver mai dimostrato affidabilità nei pagamenti”.
La richiesta arriva da Pietro Sciotto, lo stesso protagonista di polemiche e tensioni con l’amministrazione comunale negli anni passati. Come si può pensare di concedere nuovamente l’uso dello stadio a chi ha già dimostrato di non saper rispettare gli impegni presi con la città? La società è attualmente in una procedura di ristrutturazione dei debiti dopo aver evitato per un soffio il fallimento nell’udienza del 10 giugno scorso. Una storia che si ripete sempre uguale: grandi promesse, debiti accumulati, crisi societarie e ripartenze dal nulla. Nel frattempo, i cittadini messinesi pagano sempre il conto.
L’amministrazione comunale deve avere il coraggio di dire no. Non si può continuare a concedere l’utilizzo del bene pubblico più importante della città a chi sistematicamente non rispetta gli accordi economici. Chiedo all’amministrazione Basile di respingere questa richiesta e di condizionare qualsiasi futuro accordo al pagamento integrale dei debiti pregressi e alla presentazione di garanzie economiche concrete. Basta regalare lo stadio a chi non se lo merita. Il Comune non può più fare da bancomat a società che considerano Messina solo come un’opportunità da sfruttare. I messinesi meritano una società calcistica seria, che rispetti gli impegni e rappresenti degnamente la città, non questo continuo spettacolo indecoroso” conclude La Fauci.
