Versace delira: “noi non facciamo politica sulla Reggina, altri… E Ballarino ha centrato tutti gli obiettivi”

Dopo Brunetti, anche Versace - come prevedibile, ormai è un'abitudine - ha parlato della Reggina. Tra l'altro, con fare polemico e stizzito. Incredibile...

Riteniamo che in questi giorni, e a partire da ieri, i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria – soprattutto i maggiori responsabili di quanto accaduto con la Reggina – avrebbero dovuto rimanere in silenzio. Opinione nostra, ovviamente. In democrazia si è liberi di fare ciò che si vuole. Per delicatezza e rispetto, però, avrebbero potuto evitare di (stra)parlare ai microfoni. E invece no. Lo hanno fatto, ancora. Delirando e continuando a parlare a nome della società, permettendosi anche il lusso di lanciare ancora insinuazioni e accuse, ma anche frecciate a destra e a manca.

Il primo a parlare ieri è stato il principale responsabile, Paolo Brunetti. Colui che avrebbe dovuto prendersi le proprie responsabilità in caso di insuccesso, praticamente. E quindi ieri si è dimesso? No. Era a San Cataldo e ha parlato dalla pancia dello stadio siciliano, come fatto più volte al Granillo. A seguire, sempre a radio Febea, è intervenuto anche l’altro vicesindaco, Carmelo Versace. Polemico. Stizzito. Ci mancava solo questo. Se proprio volevano parlare, specie loro due, la città si aspettava almeno che si scusassero, per le scelte sbagliate effettuate e per i comportamenti tenuti in questi due anni. Niente. Faccia tosta. Con il solito vergognoso supporto di quella parte di stampa pronta sempre ad ospitarli per parlare dall’alto della loro presunzione.

“Non ci si può lamentare di Ballarino? Assolutamente. Tutta la frase è racchiusa nello striscione della tifoseria, che ha capito i sacrifici fatti da squadra e società” ha esordito Versace, il quale poi ha lanciato la prima frecciata, non si sa a chi (forse a Ripepi?). “Allo stadio noi non ci siamo andati negli ultimi due anni, ma ci andiamo da una vita, e ci andiamo realmente, non come chi ci è andato negli ultimi due anni a far politica sulla Reggina. Quando in qualche consiglio comunale dicevo che non bisogna parlare di Reggina lo dicevo perché non bisogna strumentalizzare la Reggina come forma politica per cercare di accaparrarsi qualche voticino a destra e a sinistra”. Incredibile che dopo tutto questo, dopo la “scelta politica” ammessa anche da Brunetti, dopo le comparsate della politica al fianco di questa proprietà, Versace parli così.

Che Versace sia andato sempre allo stadio non ci interessa, non abbiamo mai contestato questo. Di certo non lo abbiamo mai visto al fianco di Foti, Gallo o Saladini, dal prepartita alla tribuna vip fino al post gara, parlando in radio come fosse un dirigente. Mai. Non lo abbiamo mai visto parlare subito dopo il patron nei discorsi di Natale o di fine stagione. Mai. Non è mai esistito e mai esisterà in nessuna squadra sportiva.

Ancora insinuazioni sul Siracusa. E la conquista della Serie C è diventata “un sogno”…

Non solo. Versace, così come ieri Ballarino, ha continuato a insinuare in merito a presunti favoritismi al Siracusa, senza uno straccio di prova. “Questa squadra è arrivata a un punto da uno straordinario Siracusa, che è sotto gli occhi di tutti sia stato favorito in qualche circostanza, non ultima oggi con una protesta bastata a farla andare in superiorità numerica. Questo non significa che non abbia meritato di vincere”. E poi ha giustificato le reazioni spropositate e off limits di Ballarino, tra cui anche quella alla stampa di domenica scorsa. “Faccio una critica io: l’ambiente non sempre è stato, neanche qui su Reggio Calabria, è stato totalmente vicino. A volte alcune sfuriate del patron Ballarino volevano forse sembrare uno spronare a cercare di restare tutti uniti per un sogno”. Un sogno. Versace definisce la conquista della Serie C un sogno. Per Reggio Calabria. Oggi, per la città di Reggio, la conquista della Serie C è diventata un sogno. Come siamo caduti in basso.

Le ultime chicche sono queste: “questa società mi sembra abbia raggiunto tutti gli obiettivi, a parte la promozione, raggiungendo i playoff per due anni di fila. Io non ho mai mischiato la politica e la Reggina, ma non accetto lezioni di vita da parte di nessuno”. Uno degli obiettivi doveva essere il Sant’Agata, ma che fine ha fatto il bando? Sul resto, non aggiungiamo altro: le dichiarazioni parlano da sole.