La prigione di Alcatraz potrebbe presto tornare in funzione. È l’ultima trovata di Donald Trump che, nella giornata di domenica, ha dichiarato di aver ordinato al Federal Bureau of Prisons di ricostruire e riaprire la famigerata prigione nella baia di San Francisco. Il motivo di questo cambio di rotta? Tornare a farsi rispettare come nazione e rinchiudere lì i peggiori criminali. Un ragionamento in linea con la filosofia MAGA (Make America Great Again) porta avanti da Trump dalla campagna elettorale fino all’insediamento alla Casa Bianca.
“RICOSTRUIRE E APRIRE ALCATRAZ! Quando eravamo una nazione più seria, un tempo, non esitavamo a rinchiudere i criminali più pericolosi e a tenerli lontani da chiunque potessero fare del male“, ha dichiarato. Secondo il sito del Federal Bureau of Prisons (BOP), Alcatraz venne chiusa perché troppo costosa da mantenere, soprattutto a causa della sua posizione sull’isola. Operarla costava quasi tre volte più di qualsiasi altro carcere federale.
La storia della prigione di Alcatraz
La storia di Alcatraz inizia ben prima della sua trasformazione in carcere di massima sicurezza. Nel 1850, il presidente Millard Fillmore destinò l’isola all’uso militare. Nei decenni successivi, il governo costruì lì un forte armato, utile durante la Guerra Civile americana per sorvegliare il porto di San Francisco. Già alla fine dell’Ottocento, Alcatraz ospitava detenuti militari.
Nel 1934, nel pieno dell’era del proibizionismo e del crimine organizzato, il Dipartimento di Giustizia trasformò l’isola in una prigione federale destinata ai criminali più pericolosi e inclini alla fuga. Alcatraz fu pensata come un carcere di ultima istanza, dove finivano coloro che avevano causato problemi in altre prigioni.
Durante i suoi 29 anni di attività (1934–1963), Alcatraz ospitò alcuni dei criminali più noti degli Stati Uniti. Tra i più famosi:
- Al Capone, il celebre boss di Chicago, che vi fu trasferito nel 1934. Ad Alcatraz trascorse anni di isolamento e malattia, suonando il banjo nella banda della prigione.
- George “Machine Gun” Kelly, noto per rapimenti e traffico d’armi.
- Robert Stroud, il cosiddetto “uomo uccello di Alcatraz”, un criminale autodidatta divenuto ornitologo in prigione.
Ma sono soprattutto le fughe ad aver alimentato la leggenda. In totale si contarono 14 tentativi di evasione da parte di 36 detenuti. Ufficialmente, nessuno è riuscito a fuggire con successo, ma la vicenda più celebre è quella del 1962, quando Frank Morris e i fratelli John e Clarence Anglin scapparono attraverso un tunnel scavato con cucchiai di metallo, lasciando manichini nei letti per ingannare le guardie. I tre non furono mai più trovati. L’FBI concluse che probabilmente annegarono nelle acque fredde della baia, ma il mistero resta irrisolto.
Nel 1963, Alcatraz fu chiusa ufficialmente. I costi di gestione erano elevatissimi: l’umidità corrosiva rovinava le strutture e l’acqua potabile doveva essere trasportata quotidianamente dal continente. Il ministro della Giustizia Robert Kennedy ne decretò la fine come prigione.
Negli anni successivi, l’isola visse nuove fasi. Dal 1969 al 1971 fu occupata da attivisti nativi americani del movimento Indians of All Tribes, che reclamarono simbolicamente l’isola come territorio indigeno. Questo episodio contribuì ad accendere l’attenzione sulle condizioni dei popoli nativi negli USA.
Nel 1973, Alcatraz venne aperta al pubblico come parte del Golden Gate National Recreation Area, diventando in breve una delle mete turistiche più popolari degli Stati Uniti.
La fama di Alcatraz è cresciuta esponenzialmente grazie alla cultura di massa. Il cinema ha spesso sfruttato la sua atmosfera cupa e la sua aura di impenetrabilità. Tra i film più celebri:
- “Fuga da Alcatraz” (1979), con Clint Eastwood nei panni di Frank Morris, ha reso leggendaria l’evasione del 1962.
- “The Rock” (1996), thriller d’azione con Sean Connery e Nicolas Cage, ha trasformato Alcatraz in un campo di battaglia post-moderno.
- Documentari e serie come “Alcatraz” (Fox, 2012) hanno contribuito ad alimentarne il mito.
Anche nella musica l’isola ha trovato spazio: dal rap al rock, Alcatraz viene spesso evocata come metafora dell’isolamento, della punizione e della ribellione. Artisti come Tupac Shakur, Iron Maiden e Jay-Z l’hanno citata nei loro testi, associandola a concetti di resistenza e condanna.
Oggi Alcatraz è visitata da oltre un milione di persone l’anno. Le sue celle, i corridoi gelidi, la mensa e la torre di guardia sono rimasti intatti, offrendo uno spaccato crudo e autentico della vita carceraria del XX secolo.
