Reggio Calabria, “L’Agorà” racconta “La storia del caffè” | VIDEO

Il Circolo Culturale "L'Agorà" ha tenuto una conversazione sul tema "La storia del caffè": dalle origini incerte ai giorni nostri

Si è svolta nella giornata di lunedì 12 maggio la conversazione, organizzata dal Circolo Culturale “L’Agorà”, sul tema “La storia del caffè”. Il nuovo appuntamento, predisposto dall’associazione reggina, ha registrato la presenza del Vice presidente del Circolo Culturale “L’Agorà” Antonino Megali. L’inizio della storia del caffè ha origini incerte. Risale al Medioevo e molto probabilmente la si può collocare tra il X e il XV secolo. La prima prova valida dell’esistenza di una caffetteria, e dunque del caffè consumato come bevanda, risale infatti al XV secolo, in uso tra i monaci sufi dell’attuale Yemen.

La provenienza dell’arbusto Coffea Arabica da cui si ricavano i chicchi di caffè è ancora dibattuta. L’ipotesi più accreditata indica l’albero di Coffea (la specie nativa non domesticata) come originario dell’antica provincia di Kaffa (o Kefa) localizzata nel Sud Ovest dell’Etiopia, nei pressi di Gimma, nella regione di Oromia, circa 250 km a sudovest della capitale Addis Abeba ed il nome “caffè” trae origine dall’area geografica dell’antica provincia di Kaffa. Molte sono le leggende riguardanti le origini del caffè.

Due sono quelle più conosciute “Kaldi il pastore” e “Maometto il profeta”. A riguardo la prima narrazione tradizionale un pastore etiope di nome Kaldi. Un giorno, mentre pascola il suo gregge, Kaldi nota che alcune delle sue capre stanno masticando le bacche rosse e le foglie di una pianta a lui sconosciuta. Giunta la notte, le capre, anziché dormire come loro solito, gironzolavano qua e là piene di un’energia e una vivacità decisamente insolite. Allora il pastore raccoglie alcune delle piante masticate la sera prima dagli animali, ne abbrustolisce i semi e li macina ricavandone un’infusione e infine una bevanda scura: il caffè.

La seconda riguarda “Maometto il profeta”. A tal riguardo si tramanda che Maometto durante una degenza ebbe una visione: l’Arcangelo Gabriele gli appare offrendogli una misteriosa pozione nera, nera come la Sacra Pietra della Mecca. La strana bevanda amara, creata da Allah, lo rimette in forze in brevissimo tempo. Aveva bevuto caffè.Nel Medioevo, il caffè inizia il suo percorso partendo dal Sud Ovest dell’Etiopia. Da lì, tra il XIII e il XIV secolo, gli etiopi introducono il caffè dapprima nello Yemen e successivamente lungo la costa orientale del Mar Rosso, fino ad arrivare alla Mecca e a Medina, in Arabia, per poi diffonderlo in tutta la penisola arabica.

Tra i primi, invece, a descrivere la pianta di caffè in Europa vanno annoverati: il medico e botanico tedesco Léonard Rauwolf nel 1583 e il medico e botanico italiano Prospero Alpini nel 1592 con il libro “De PlantisAegypti” in cui parla delle piante ed erbe comunemente utilizzate nella terapeutica egiziana. Una di queste piante è chiamata “bun” (o buna), con i cui semi tostati si preparava una bevanda scura, molto usata in Egitto, detta “caova”: si trattava del caffè.

Il caffè divenne una bevanda diffusa in Arabia già nel XV secolo, con il commercio che si espanse a Costantinopoli e oltre, raggiungendo l’Europa nel Seicento. In città come Venezia, dove il caffè arrivava dal mondo arabo, iniziarono a nascere i primi caffè pubblici, che divennero luoghi di incontro per letterati e intellettuali. Il vero boom del caffè, però, avvenne nel XVII e XVIII secolo. Nell’arco di tempo che collocato tra il 1800 ed il secolo successivo, tale bevanda inizia a trovare posto nelle preferenze della popolazione italiana di tutte le classi sociali.

A Torino nel 1884, in seguito all’invenzione della macchina per produrlo, brevettata da Angelo Moriondo nasce il Caffè Istantaneo, da non confondere con il Caffè Espresso, nato invece nel 1902, a Milano, grazie all’ingegnere Luigi Bezzera che inventa una macchina capace di sfruttare l’alta pressione per filtrare il macinato. Alfonso Bialetti, invece, nel 1933 inventa la Moka, prodotto di design italiano famoso in tutto il mondo ed esposto nella collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano ed al MoMA di New York. L’incontro, organizzato dal sodalizio culturale reggino, sarà disponibile, sulle varie piattaforme Social Network presenti nella rete, a far data da lunedì 12 maggio.