Una lezione. A parte di ambiente e a parte di stampa. Bruno Trocini, dopo l’ottimo lavoro nel girone di ritorno – che replica il miracolo della scorsa annata – trova anche le parole giuste per lanciare un messaggio rispetto alla mediocrità in cui è caduta la città di Reggio Calabria. Il messaggio è chiaro e netto: non vincere la Serie D cambia di molto il giudizio finale. Lo scriviamo da tempo: non ci si può accontentare del cammino recente della squadra per giustificare un eventuale e probabile terzo anno in Serie D. Per la Reggina sarebbe più che un fallimento: un disastro.
Eppure già da un po’ la solita stampa – supportando il pensiero della società – ha cominciato ad addolcire la pillola ai tifosi, evidenziando che comunque vada sarà un successo. No, non sarà alcun successo. La Reggina avrebbe dovuto vincere l’anno scorso, ma è stato trovato l’alibi della partenza in ritardo. Chi gli ha associato questo alibi – sempre quella solita stampa – quest’anno aveva detto che non ci sarebbero state giustificazioni. E invece gliene hanno trovate altre, ancora.
Se la Reggina domenica scavalcherà il Siracusa, applausi. Perché i meriti sono tutti di Trocini e dei calciatori. Se così non dovesse essere – pur rimanendo i playoff e tutto il resto – gli applausi rimarranno, ma saranno fini a se stessi. Oggi mister Trocini, parlando in conferenza stampa a due giorni dal match di San Cataldo, ha risposto proprio a questa domanda. “Comunque vada sarà un successo? Non sono d’accordo. La vittoria del campionato è qualcosa di diverso, perché conta quello che rimane. Nessuno ricorderà se dico che la mia squadra ha la media punti più alta d’Italia. La mia squadra merita di vincere il campionato, merita un plauso, perché vi assicuro che mantenere certi ritmi non è facile. Anzi, permettetemi di ringraziare il mio staff”.
Poi continua: “io non riesco a immaginare la Reggina in Serie D l’anno prossimo, non ci voglio pensare. Quando e se sarò costretto a pensarci… non lo voglio dire, non ci voglio pensare. Se non riusciamo domenica proveremo a vincere i playoff e vedremo se ci ripescano, ma non voglio neanche parlarci per ora. Quando sarà il momento vedremo…”. Anche qui, l’orgoglio e la determinazione di Trocini muovono la sua voglia di far bene, di uscire da questa categoria. Non vuole accontentarsi e non ci vuole pensare. E invece a Reggio c’è chi si è già accontentato ed è pronto a farsi andare giù un altro anno di Serie D.
Sugli indisponibili
“In settimana abbiamo lavorato bene. Abbiamo difficoltà con Barillà, ha un ginocchio gonfio e non si è allenato, vediamo se riusciamo a recuperarlo e metterlo in campo. Vesprini non ha recuperato. Capomaggio non è ancora al top ma ha ripreso e sta meglio. Il resto sta bene ed è voglioso di far bene”.
